Venerdì, 05 Marzo 2021
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RISCHIO EMULAZIONE

Istigazione al suicidio su Tik Tok: denunciata influencer 48enne di Siracusa

Gli investigatori hanno individuato un link, riconducibile al profilo della influencer siciliana, di un video che mostrava una "sfida" tra la donna e un uomo, in cui entrambi si avvolgevano totalmente il volto, compresi narici e bocca, con il nastro adesivo trasparente, in modo tale da non poter respirare

Istigazione al suicidio attraverso dei "video sfida" su Tik Tok. La polizia postale di Firenze - coordinata dal procuratore aggiunto Luca Tescaroli e dal sostituto procuratore Fabio Di Vizio, della Procura fiorentina - ha denunciato una influencer quarantottenne della provincia di Siracusa.

In particolare nell’ambito dell’attività di monitoraggio della rete Internet, gli investigatori hanno individuato su Tik Tok un link, riconducibile al profilo della influencer siciliana, nel quale veniva visualizzato un video che mostrava una "sfida" tra la donna e un uomo, in cui entrambi si avvolgevano totalmente il volto, compresi narici e bocca, con il nastro adesivo trasparente, in modo tale da non poter respirare.

Il video è stato considerato dagli investigatori «estremamente pericoloso» in quanto visibile a tutti gli utenti senza restrizioni e per il fatto di poter costituire oggetto di emulazione da parte di minorenni, come già accaduto recentemente con sfide analoghe. Quindi, è stato segnalato dal Cncpo del servizio polizia postale di Roma e rimosso dalla piattaforma Tik Tok.

Nell’ambito della stessa attività di monitoraggio è stato accertato che nel tempo l’influencer aveva pubblicato anche altri numerosi "video sfide" dello stesso tenore, che le hanno permesso di ottenere popolarità e l’attenzione di ben 731.000 followers di diverse età.
A conferma del rischio di emulazione tra gli utenti, soprattutto minorenni, alcuni post come questo: «Ciao, se mi saluti giuro mi lancio dalla finestra».
Da qui la decisione dei pm, titolari delle indagini, di emettere un provvedimento urgente di perquisizione, anche informatica e sequestro degli account social, eseguito dalla polizia postale di Catania.

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