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CORONAVIRUS

Messinese si spaccia per intermediario AstraZeneca, scatta indagine a Perugia

Acquisiti dalla procura di Perugia i primi documenti nell’ambito dell’indagine che punta ad accertare se per i vaccini Covid esista una sorta di mercato parallelo a quello ufficiale.

Acquisiti dalla procura di Perugia i primi documenti nell’ambito dell’indagine che punta ad accertare se per i vaccini Covid esista una sorta di mercato parallelo a quello ufficiale. Accertamenti condotti dai carabinieri del Nas e coperti dal massimo riserbo. Gli inquirenti avrebbero comunque prelevato alcuni documenti presso la Struttura commissariale per l’emergenza Covid e all’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco. Materiale ora al vaglio degli inquirenti coordinati dal procuratore della Repubblica Raffaele Cantone e dal sostituto Gennaro Iannarone.

I magistrati perugini hanno disposto l’acquisizione della documentazione ritenuta utile per accertare le modalità di approvvigionamento dei vaccini, il quadro normativo-contrattuale vigente a livello nazionale ed europeo, le modalità e i criteri per la distribuzione tra regioni, nonché se risultino regioni italiane che abbiano inoltrato istanze ai fini dell’approvvigionamento diretto. Attività disposta anche presso la sede della Regione Veneto. Gli accertamenti sono stati avviati dopo quello che gli inquirenti ritengono un tentativo di truffa posto in essere da un incensurato di 50enne di Santa Teresa (Messina), che a gennaio scorso, accreditandosi falsamente come intermediario per conto di Astrazaneca Internazionale, aveva proposto alla Regione Umbria l’acquisto di vaccini anti Covid.

L'indagine dei Carabinieri sul tentativo di truffa

Con un’abile parlantina e mostrando documenti che sembravano originali, il 50enne della provincia di Messina era riuscito a proporre la vendita di una fornitura di vaccini anti Covid-19 perfino alla Regione Umbria, spacciandosi per un intermediario della società Astrazeneca Internazionale e dicendosi in possesso delle dosi addirittura prima dell’approvazione da parte dell’Agenzia Europea del Farmaco (Ema). Il suo tentativo è stato però giudicato sospetto e sono entrati in azione i Carabinieri per la Tutela della salute e dal Nucleo antisofisticazioni e Sanità di Perugia, che lo hanno rintracciato percorrendo mezza Italia.

Nell'abitazione dell'uomo a Santa Teresa di Riva, all'inizio di febbraio, sono arrivati di buon mattino per effettuare una perquisizione i militari del Nas di Perugia, con i colleghi del Nucleo di Catania e del Comando provinciale di Messina, nello specifico della Compagnia di Taormina con la Stazione di Santa Teresa, così come disposto dalla Procura di Perugia. Secondo quanto ricostruito dall’Arma l’indagato, durante la trattativa, ha fornito anche credenziali e documentazione certificativa di Paesi stranieri e a supporto della sua legittimazione affermava l’interesse di altre Regioni italiane all’acquisto dei vaccini. . La società Astrazeneca, abusivamente coinvolta dallo pseudo intermediario, ha disconosciuto ogni rapporto contrattuale al di fuori di quelli stipulati con le previste autorità governative per la fornitura dei vaccini e sta valutando di procedere per le vie legali.

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