Domenica, 07 Marzo 2021
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Nuovo decreto, divieto spostamenti tra Regioni e visite ad amici e parenti solo in due

Mario Draghi stringe i bulloni delle misure contro l’emergenza Covid. Mentre i comuni e il leader della Lega, Matteo Salvini, chiedono di poter tornare a cenare nei ristoranti, il primo decreto legge del nuovo Governo vieta nelle zone rosse le visite nelle abitazioni private, anche quelle dei congiunti, salvo motivi di lavoro, necessità o salute. Gli spostamenti verso abitazioni private abitate restano invece consentiti, tra le 5 e le 22, in zona gialla all’interno della stessa Regione e in zona arancione all’interno dello stesso Comune, fino a un massimo di due persone, che possono portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali esercitino la responsabilità genitoriale) e le persone conviventi disabili o non autosufficienti.
Il decreto legge proroga inoltre fino al 27 marzo 2021, su tutto il territorio nazionale, il divieto di spostarsi tra diverse Regioni o Province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o motivi di salute. Resta comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Nelle zone arancioni, per i Comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti, sono consentiti gli spostamenti anche verso Comuni diversi, purché entro i 30 chilometri dai confini.
Il primo decreto legge del Governo Draghi verrà pubblicato nelle prossime ore in Gazzetta Ufficiale, dopo la firma del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Le piste da sci, che erano pronte a partire dal 15 febbraio con ingressi scaglionati, sarebbero invece limitate al turismo di prossimità e ai proprietari delle seconde case. I governatori intanto chiedono di valutare possibili e graduali riaperture come per cinema, palestre e teatri con ingressi contingentati. «Al nuovo Governo chiederemo un incontro per una discussione a 360 gradi sul nuovo Dpcm, per valutare possibili graduali riaperture nel rispetto di tutti i protocolli di prevenzione», spiega il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.

Le richieste sui ristori

Includere i professionisti e modificare le modalità di calcolo e assegnazione dei contributi a fondo perduto. Sono le richieste avanzate dal presidente dell’Istituto Nazionale Tributaristi (Int) e vice presidente vicario di Confassociazioni, Riccardo Alemanno, nella nota inviata al ministro dell’Economia, Daniele Franco, sul prossimo decreto Ristori. Nella missiva si evidenzia «la necessità che nel prossimo decreto sui contributi a fondo perduto per le attività produttive siano inclusi oltre alle imprese anche i professionisti siano essi iscritti alle casse private (ordini e collegi) o alla gestione separata Inps (ex lege 4/2013), al fine di dare un supporto a tutti coloro che lavorano e danno lavoro sul territorio nazionale, senza discriminazioni e dimenticanze».
Alemanno ribadisce che è necessaria «una modalità più equa, per il calcolo dei contributi a fondo perduto per imprese e professionisti, che non deve essere basata su rigide indicazioni di percentuali di perdita, ma sull' applicazione di una percentuale sulle perdite effettivamente subite tra il 2019 e il 2020, liberandosi e liberandoci dalla "sindrome" del 33% o 50% e dei codici Ateco che hanno causato incomprensibili dimenticanze ed inaccettabili differenziazioni. La perdita effettiva di fatturato come base imponibile al fine di attribuire contributi maggiori a chi ha avuto perdite maggiori, senza però dimenticare nessuno ed evitando le discriminanti esclusioni di chi si trovasse al disotto, a volte anche di un nonnulla, delle rigide indicazioni del 33 o 50 per cento».
L’auspicio, conclude Alemanno, «è che il vertice del ministero dell’Economia e tutto il nuovo consiglio dei Ministri, imprimano quel cambio di rotta necessario per dare maggiore equità e incisività agli interventi a favore delle attività produttive».

Consiglio dei ministri

Il Consiglio dei ministri ha anche nominato il nuovo Capo di Stato maggiore dell'Esercito. Si tratta del generale Pietro Serino, attuale capo di Gabinetto del ministro Lorenzo Guerini. Ma tra oggi e la metà della settimana il premier dovrà anche chiudere il dossier sulla squadra di governo, nominando 42 sottosegretari. I partiti hanno consegnato a palazzo Chigi i loro suggerimenti per le diverse caselle e il puzzle si sta componendo.

 

 

 

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