Sabato, 22 Gennaio 2022
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LA RELAZIONE

Covid, i tentacoli delle mafie sul rilancio del Paese: l'allarme della Dia su green e sanità

La Dia mette in guardia sulle possibili infiltrazioni negli enti locali e sulle ingenti risorse destinate al rilancio dell’economia del Paese

La pandemia di Covid-19 rappresenta una «grande opportunità» per le mafie e lo snellimento delle procedure d’affidamento degli appalti e dei servizi pubblici comporterà «seri rischi di infiltrazione mafiosa dell’economia legale, specie nel settore sanitario». E’ poi «oltremodo probabile» che i clan tentino di intercettare i finanziamenti per le grandi opere e la riconversione alla green economy. L'allarme è contenuto nell’ultima Relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia (Dia), che evidenzia seri rischi di infiltrazione e la crescita di riciclaggio e corruzione.

Le organizzazioni criminali, anche in piena emergenza Covid-19, «hanno continuato a delinquere calibrando il proprio operato su quella che è stata colta come un’opportunità di guadagno, in primo luogo al Nord e al Centro Italia dove è stato registrato un aumento dei casi di riciclaggio e reimpiego di denaro illecito mentre è tendenzialmente stabile il reato di trasferimento fraudolento di valori. Elementi, questi, sintomatici di una contaminazione in atto dell’economia legale» si legge nell'ultima relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia, che sottolinea anche come «al Sud, i casi di scambio elettorale politico-mafioso e di corruzione risultano in aumento». «Si tratta di segnali embrionali - avverte la Dia - che, però, impongono alle istituzioni di tenere alta l’attenzione soprattutto sulle possibili infiltrazioni negli enti locali e sulle ingenti risorse destinate al rilancio dell’economia del Paese».

I pericoli legati alla "mimetizzazione" delle mafie crescono in rapporto «alla assegnazione mediante procedure estremamente semplificate degli aiuti statali predisposti in favore dei soggetti economici maggiormente colpiti dalle disposizioni restrittive disposte per contenere la diffusione del Covid 19» continua la Dia sottolineando che «se l’obiettivo delle istituzioni è quello di rispettare una tempistica di assegnazione che non comprometta la sopravvivenza di molte attività economiche, il rischio è che le mafie, in questa fase, attraverso le proprie imprese si inseriscano nei flussi di assegnazione approfittando di un sistema di controlli "labile".

Infatti, se la semplificazione ha riguardato l’assegnazione dei finanziamenti, il sistema dei controlli preventivi non ha avuto un parallelo adeguamento rimanendo ancorato alle procedure ordinarie difficilmente applicabili nei casi attuali». Di fatto, «in considerazione dell’alto numero delle richieste di accesso ai fondi preventivato dell’Agenzia delle Entrate, è plausibile ritenere che il modello di prevenzione e contrasto si riveli inefficace o comunque tardivo per l’eventuale recupero dei fondi percepiti, in assenza dei requisiti, dalle imprese a rischio di infiltrazione mafiosa».

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