Domenica, 19 Settembre 2021
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CORONAVIRUS

Vaccini, si punta ad aumentare le somministrazioni. Ora si sperimenta quello italiano

Questo vaccino usa una piattaforma a Dna e viene inoculato con un elettroporatore, Uno strumento che dà una scossa che permette al frammento di dna di entrare nelle cellule

Un trend ascendente di vaccinazioni che tra arrivi tra le trecentomila e le cinquecentomila somministrazioni al giorno ad aprile, per raggiungere l'obiettivo di poter ottenere fino a 19 milioni di vaccinazioni al mese. È quanto auspicano fonti che lavorano alla nuova strategia sui vaccini, anche alla luce del previsto arrivo delle dosi Johnson & Johnson ad aprile. Secondo gli accordi, per quest’ultima tipologia di vaccino sono previste sette milioni e trecentomila dosi nel secondo trimestre del 2021.

Intanto, da domani inizia la sperimentazione del vaccino italiano sull'uomo. Sarà un ragazzo di 21 anni il primo volontario a cui domani sarà somministrata una dose da 0,5 mg di "e-Vax" il vaccino anticovid ideato dalla società romana Takis con la monzese Rottapharm biotech. Inizia, infatti, al San Gerardo di Monza, o meglio al Centro di Ricerca Fase 1, che si trova al decimo piano del settore A, la prima fase di sperimentazione sull'uomo di questo vaccino che usa una piattaforma a dna e che viene inoculato con un elettroporatore. Uno strumento che dà una scossa che permette al frammento di dna di entrare nelle cellule. «Lo scorso dicembre abbiamo condotto uno studio con l'elettroporatore: volevamo testare i sintomi della procedura, per poter fornire poi ai soggetti che saranno arruolati nella sperimentazione i maggiori dettagli possibili - ha spiegato nei giorni scorsi Marina Cazzaniga, direttore del centro di ricerca - io stessa mi sono sottoposta alla procedura, per essere in grado di spiegare al meglio cosa si prova».

Questo tipo di vaccino «potrebbe essere molto importante in futuro» perché, ha spiegato Paolo Bonfanti direttore della Clinica di Malattie infettive del San Gerardo, c'è «la possibilità di modificarlo adattandolo alla emergenza di varianti del virus non sensibili ai vaccini attuali», senza contare che è stabile a temperatura ambiente (quindi senza bisogno di garantire la catena del freddo e avere dei super freezer) e può «essere somministrato molte volte, nel caso in cui le vaccinazioni anti-Covid debbano essere ripetute ogni anno». Dopo la prima vaccinazione si aspetteranno due giorni per vedere se ci sono effetti collaterali, poi saranno vaccinati altri due volontari e, dopo alti due giorni, altri tre. In tutto venti persone e partirà la sperimentazione anche allo Spallanzani di Roma e all’Irccs Pascale di Napoli. Stessa procedura si seguirà poi per dosi maggiori (in tutto ne vengono sperimentate tre diverse, la massima da 200 milligrammi, che non dovrebbe richiedere il richiamo). Il reclutamento dei volontari per la fase 1 e 2 è iniziato ad agosto, con grande successo. E non è ancora terminato, tanto che sul sito dell’Asst di Monza è possibile scaricare il modulo per iscriversi al registro dei volontari sani. «Sperimentare un vaccino capace di essere modificato in un momento di diffusione delle varianti del Covid - ha sottolineato all’annuncio dell’avvio della Fase 1 il direttore generale della Asst Monza Mario Alparone - rappresenta una opportunità importante da cogliere».

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