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CORONAVIRUS

Covid: "furbetti" del vaccino, nuovi casi in Sicilia. Si è dimesso il sindaco di Corleone

Inchieste delle Procure di Palermo e di Termini Imerese
coronavirus, Sicilia, Cronaca
Nicolò Nicolosi

La Procura di Palermo e la Procura di Termini Imerese stanno indagando, dopo la segnalazione dei carabinieri del Nas, su decine di presunti "furbetti" del vaccino anti Covid. Sotto la lente di ingrandimento dei carabinieri sono finiti i centri di vaccinazione di Corleone, Petralia Sottana, il Giglio di Cefalù, Villa delle Ginestre, Policlinico, Fiera del Mediterraneo e Civico di Palermo.

Tra i casi sospetti segnalati, oltre a quello del sindaco di Corleone Nicolò Nicolosi (che oggi si è dimesso) e della giunta, diversi amministratori locali, un ex magistrato, un alto prelato ed esponenti delle forze dell’ordine a cui il vaccino sarebbe stato somministrato prima che rientrassero tra le categorie autorizzate. I carabinieri, che hanno presentato già informative alle due Procure, proseguono i controlli e le analisi degli elenchi dei vaccinati.

"Furbetti" delle dosi, il sindaco di Corleone si dimette

Terremoto politico a Corleone. In una lettera inviata al presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, il sindaco Nicolò Nicolosi ha comunicato di avere formalizzato le sue «irrevocabili dimissioni». Le aveva annunciate ieri dopo essere stato travolto dalle polemiche per essersi fatto somministrare la dose di vaccino anti-Covid e quella di richiamo, pur non essendo inserito nelle categorie previste. Ora lascia l’incarico per il quale era stato eletto il 25 novembre 2018. «Ho derogato consapevolmente a quanto dal governo della Regione stabilito con l’intento di richiamare l’attenzione dei soggetti decisori», spiega nella lettera inviata a Palazzo d’Orleans. «Mi sono vaccinato - aggiunge - non per beneficiare di un privilegio, quanto per il dovere che ho avvertito di non essere costretto ad abbandonare il posto in trincea, dove stanno sempre tutti i sindaci, in particolare quando si combatte una strenua e difficile battaglia quale quella contro il virus».

Accusa Nicolosi: «I sindaci venivano e vengono ad oggi ignorati, salvo indicarli, quando serve, come primo avamposto dello Stato nei territori e nelle aree più marginali del Paese». Il Comune adesso sarà affidato a un commissario straordinario, nominato dalla Regione. Ieri l’ormai ex sindaco spiegava di avere ricevuto la prima dose di vaccino l’8 gennaio e la dose di richiamo il 31 gennaio. I Nas hanno avviato una indagine più ampia e anche la Regione è intervenuta: dalla prima ricostruzione dei fatti di Corleone è infatti emerso che il direttore sanitario dell’ospedale, in violazione della circolare emanata, ha proceduto alle dosi di richiamo a quanti, tra cui il primo cittadino, non avevano diritto neppure alla prima. E’ stato così violato un provvedimento regionale consolidato da una pronuncia del Tar. Per questa ragione è stato dato mandato al direttore generale dell’Asp di Palermo di procedere alla sospensione del dirigente.

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