Giovedì, 13 Maggio 2021
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Covid, cambio colori regioni: Calabria e Sicilia in bilico

Tre regioni - Val d’Aosta, Puglia e Sardegna - ancora in rosso, la Campania che virerebbe da rosso ad arancione, raggiungendo tutte le altre regioni, anche se 13 di queste sarebbero già da giallo (fascia però temporaneamente cancellata). La Sicilia rischia il passaggio in zona rossa. Questo, a quanto si apprende, l’orientamento della cabina di regia Iss-ministero della Salute sulla base dei dati dell’ultima settimana.

Puglia e Val d’Aosta rimarranno in rosso per l’alta incidenza, superiore alla soglia dei 250 casi settimanali su centomila abitanti, mentre la Sardegna deve aspettare almeno un’altra settimana con un Rt sotto quota 1,25. Obiettivo già raggiunto dalla Campania, che aspira alla zona arancione, con Rt e incidenza tornati (non di molto) sotto soglia.

Si osserva «un’ulteriore diminuzione del livello generale del rischio», con una Regione (Calabria) che ha un livello di rischio alto (contro 4 della scorsa settimana). Sedici Regioni/PPAA, contro 15 della scorsa settimana, hanno una classificazione di rischio moderato (di cui 4 ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e tre Regioni (Abruzzo, Campania, Veneto) e una Provincia Autonoma (Bolzano) che hanno una classificazione di rischio basso. Lo evidenzia la bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute. I dati sono relativi alla settimana 5/4/2021-11/4/2021 aggiornati al 14/4/2021.

Indice Rt nazionale scende a 0.85

Ancora in discesa l’indice Rt in Italia. A quanto si apprende questa settimana l’indice Rt è a 0,85, contro lo 0,92 della scorsa settimana. E’ quanto emerge dal monitoraggio settimanale della cabina di regia Iss-ministero della Salute.

Iss: bozza, intensive sopra soglia ma primi segni lieve calo

Continua la pressione sulle terapie intensive ed i reparti ospedalieri con un tasso di occupazione a livello nazionale al di sopra della soglia critica sia in terapia intensiva (39% rispetto alla soglia di allarme fissata al 30%) che in area medica (41% contro il 40% della soglia critica), che tuttavia per la prima settimana mostrano segnali di una lieve diminuzione. Lo evidenziano i dati del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute all’esame della cabina di regia tecnica. Resta alto il numero di Regioni/PPAA con un tasso di occupazione in intensiva e aree mediche sopra soglia (14 contro le 15 della settimana precedente).

Calabria

La Calabria è ancora in bilico tra arancione e rosso. Peraltro, c'è una discrasia importante nei dati forniti dalla Regione: nel report quotidiano a corredo del bollettino vengono riportati 48 pazienti ricoverati in terapia intensiva (questo numero porta sopra la soglia di allerta del 30% di occupazioni dei posti letto in terapia intensiva). Ma sul sito https://www.rcovid19.it/ (Portale per l'emergenza coronavirus della Regione Calabria) ne vengono riportati 45, il che vuol dire che con quest'ultimo dato si è poco sotto la soglia. In ogni caso se la Regione rimarrà rossa, cresce l'ipotesi che possano essere istituite zone rosse localizzate (in bilico potrebbero esserci Cosenza e Crotone). 

Sicilia

«Speriamo di non andare in zona rossa, non dipende da me, bensì dai cittadini, sono loro a decidere se andiamo in zona rossa o in zona arancione. Tutto dipende dal comportamento di ognuno di noi». Lo afferma il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, questa mattina all’Istituto comprensivo «Ettore Romagnoli» di Gela per incontrare gli studenti che hanno condotto un progetto sulle istituzioni. Il governatore è fiducioso sulla possibilità di evitare la zona rossa in tutto il territorio siciliano: «Io mi limito soltanto a guardare i numeri che mi passa il dipartimento della prevenzione e in funzione dei numeri decido cosa fare. Oggi non siamo ai limiti per andare in zona rossa. Nelle ultime 24 ore c'è stata una leggera flessione del dato del contagio. Stiamo intervenendo con le zone rosse comunali e una provinciale, a Palermo. Posso dire che già ai primi di maggio il peggio dovrebbe essere alle nostre spalle. Stiamo lavorando con il governo, ci stiamo confrontando anche aspramente per ottenere delle graduali riaperture pure dei ristoranti. Gli operatori sono quelli che più pagano il prezzo della pandemia. Sono ottimista: se arrivano i vaccini e ci immunizziamo entro l’estate possiamo dire che la pandemia tra qualche anno sarà un triste ricordo da raccontare ai nostri nipoti».

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