Domenica, 13 Giugno 2021
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CORONAVIRUS

Effetto long Covid, a distanza di mesi solo il 20% completamente ristabilito

Affaticamento, tosse, nebbia nel cervello. Sono i segnali principali del "long Covid", ovvero quell'insieme di sintomi che continuano a tormentare i reduci dal coronavirus per settimane, se non addirittura mesi dopo la guarigione. Una sindrome che non è caratteristica di tutte le malattie virali e che necessita di un costante monitoraggio delle condizioni di salute dei pazienti perché, a distanza di un anno dalla malattia, ancora non si conosce davvero la portata degli strascichi in persone anziane ma anche in giovani e bambini.

Cure gratuite per due anni ai pazienti che hanno conosciuto il Covid nella forma più grave, e che sono stati ospedalizzati, e un monitoraggio ad hoc. Questo il piano da 50 milioni di euro a cui sta lavorando il ministro della Salute, Roberto Speranza, in vista del decreto 'Sostegni bis', sul fronte degli effetti del long Covid. L’intenzione è di destinare al follow-up dei pazienti Covid-19 oltre 24 milioni di euro per l’anno in corso, circa 20 milioni per il 2022 e poco meno di 6 milioni di euro per il 2023. In pratica tutti i pazienti colpiti da forma grave di Covid-19, dimessi da un ricovero ospedaliero e giudicati guariti, potranno usufruire per due anni, a titolo gratuito e con la totale esenzione del ticket, delle prestazioni diagnostiche e specialistiche ambulatoriali del Servizio Sanitario Nazionale che rientrano nelle attività di follow-up sulle possibili conseguenze del virus. Nel pacchetto delle prestazioni previste, quelle per il controllo delle funzioni più interessate, quella respiratoria, cardiaca, renale ed emocoagulativa: dalle analisi del sangue - esami come l'emocromo, ves, creatinina, solo per citarne alcuni - all’elettrocardiogramma dinamico, dalla spirometria al test del cammino, fino alla tac del torace.

I pazienti più anziani

Per i pazienti più anziani, poi, è prevista una valutazione multidisciplinare e in particolare per quelli sottoposti a terapia intensiva o subintensiva è previsto anche un colloquio psicologico. Nel monitoraggio saranno arruolati, sulla base di dati dell’Istituto Superiore di Sanità, circa 164 mila pazienti con gravi forme di Covid-19 guariti e dimessi dagli ospedali, di cui più di un terzo dei quali, residenti in Lombardia. «Il Coronavirus - dice Speranza - può lasciare, nei pazienti che lo hanno avuto in forma grave, conseguenze anche dopo la guarigione. Per questo ho proposto che vengano stanziati 50 milioni di euro affinché il Servizio Sanitario Nazionale prenda in carico gratuitamente, con esami diagnostici e terapie, tutti i pazienti maggiormente colpiti dal virus anche dopo le dimissioni dalla struttura ospedaliera». Una misura accolta positivamente dagli esperti e dai guariti Covid. «Un inizio del riconoscimento del nostro stato», scrive il Gruppo Facebook 'Noi che il Covid lo abbiamo sconfitto. Sindrome Post Covid #LongCovid’che conta 17.000 iscritti e che "ringrazia il ministro Speranza» augurandosi «ulteriori misure a sostegno degli oltre 4 milioni di contagiati italiani». Bene il ministro Speranza, dice Francesco Landi, responsabile del Day Hospital post-Covid del Policlinico Gemelli di Roma, che invita anche a considerare «che i pazienti colpiti da Covid non sono solo quelli ricoverati ma anche quelli che si sono curati a casa. E a distanza di un anno ancora non sappiamo davvero gli effetti del long Covid. Solo il 20% dei pazienti che ha avuto il Covid-19 è completamente ristabilito, senza nessun sintomo». Occorrono infatti controlli cadenzati e costanti, da 3 mesi a due anni, ripetuto da 2 a quattro volte con una spesa che costerebbe al paziente almeno 300 euro di ticket, ma che può lievitare in moltissimi casi. Lo sanno i medici della Federazione degli internisti ospedalieri (Fadoi) che hanno messo in campo il progetto Day hospital e che plaudono alla «risposta positiva» del ministro. Poi i dati: «I pazienti sopravvissuti al coronavirus - dice il presidente Fadoi, Dario Manfellotto - continuano ad avere problemi polmonari che diventano cronici nel 30% dei casi e talora danni permanenti estesi ad altri organi». E secondo alcuni studi internazionali, un paziente su tre di Covid-19 combatte ancora con i sintomi otto mesi dopo essere stato contagiato.

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