Martedì, 15 Giugno 2021
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Home Cronaca Il caso di Denise Pipitone. L'ex Pm Angioni: "All'epoca troppa gente sospetta in giro"
LE DICHIARAZIONI

Il caso di Denise Pipitone. L'ex Pm Angioni: "All'epoca troppa gente sospetta in giro"

Le dichiarazioni del pubblico ministero a "Mattino Cinque": "L'idea che ho maturato e che nel rapimento della bambina ci siano stati due gruppi di persone: quelle "cattive" e quelle "buone"

Questa mattina Maria Angioni, ex pm del caso Denise Pipitone, che si è occupata alla procura di Marsala delle indagini nelle fasi cruciali della vicenda, dall’ottobre 2004, un mese dopo la sparizione della bimba di Mazara del Vallo, al luglio 2005, è intervenuta in diretta a "Mattino Cinque".

In collegamento video con Federica Panicucci, Angioni ha detto che "l'idea che ho maturato e che nel rapimento
della bambina ci siano stati due gruppi di persone: quelle "cattive" e quelle "buone".

«Faccio una premessa: quando ho lavorato a Marsala, c'erano sempre diverse persone sulla strada che sembravano lì a far niente, ma dopo un pò ho capito che erano sentinelle, non necessariamente della mafia, ma sentinelle di qualcosa che non è lo Stato. Mi sono detta che ci saranno state anche a Mazara del Vallo e che qualcuno non può che aver visto alcune scene del rapimento di Denise. Dunque, se questa bambina è stata presa da persone mosse da passione, da rabbia, da odio è possibile che ci siano state sentinelle che hanno mandato il messaggio ad altre persone che volevano bene alla bambina e che sono intervenute in un secondo momento, prelevandola e portandola via, perché la bambina era in pericolo, perché così com'era stata presa quel giorno, poteva anche essere presa in un momento successivo».

«In questo modo si spiega perché c'era tanta gente sospetta. Tutti naturalmente hanno agito cercando probabilmente di prendere in giro gli inquirenti, sia quelli che l’hanno rapita per farle del male, sia quelli che li hanno bloccati e l’hanno presa e portata lontano, in modo che nessuno potesse farle del male. Ecco, solo così, con una ricostruzione complessa, si spiega perché ci fosse tanta gente che ha tenuto comportamenti che fanno pensare un inquirente: non erano comportamenti cristallini», ha concluso.

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