Domenica, 17 Ottobre 2021
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"WEB OSCURO"

Pedopornografia: arrestato un uomo e sequestrati 30mila file a Trieste

Sono emerse 2.000 chat contenenti richieste di scambio di materiale pedopornografico, nelle quali l’uomo proponeva agli interlocutori nel dark web dei cataloghi raffiguranti minori che, stando alle chat, sarebbero stati disponibili per incontri sessuali dal vivo

Un uomo di 52 anni di Gorizia è stato arrestato dalla Polizia di Stato di Trieste e altre due sono state denunciate nell’ambito dell’operazione «Web Oscuro» che ha permesso anche di sequestrare 30mila file pedopornografici e criptovalute. La perquisizione eseguita nei confronti dell’uomo, che aveva accuratamente protetto i suoi account e i suoi sistemi con tecniche di anonimizzazione, ha permesso di ritrovare migliaia di file pedopornografici con bambini, anche molto piccoli, raffigurati mentre venivano sottoposti a violenze e sevizie.

"Web oscuro": i dettagli dell'operazione

Dalla successiva analisi dei dispositivi informatici, eseguita dagli investigatori della Polizia Postale - Centro Nazionale di Contrasto alla Pedopornografia Online, sono emerse 2.000 chat contenenti richieste di scambio di materiale pedopornografico, nelle quali l’uomo proponeva agli interlocutori nel dark web dei cataloghi raffiguranti minori che, stando alle chat, sarebbero stati disponibili per incontri sessuali dal vivo.

E’ stato inoltre ritrovato un wallet, per la gestione delle criptovalute, dove confluivano i proventi della vendita del materiale multimediale raffigurante i minori. Sono ancora in corso accertamenti, anche di carattere internazionale, volti a riscontrare l’effettiva e reale disponibilità dei minori proposti nei cataloghi ed a identificare gli altri interlocutori dell’arrestato. Sono stati infine denunciati due italiani, uno residente in provincia di Padova ed uno Napoli, che hanno scambiato messaggi con l’uomo, finalizzati in un caso all’incontro con minori di 14 anni per scopi sessuali e nell’altro a ricevere materiale pedopornografico. Le perquisizioni a loro carico, eseguite con la collaborazione della Polizia Postale di Venezia e di Napoli, hanno consentito di sequestrare numerosi dispositivi informatici contenenti materiale pedopornografico, oltre agli account utilizzati per le attività delittuose.

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