Venerdì, 24 Settembre 2021
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TRUFFA

Si fingevano intermediari del Vaticano, fermati da carabinieri camuffati da sacerdoti

Le indagini sono partite dalle denunce presentate da parte di due persone, alle quali erano stati sottratti rispettivamente 20 mila euro e 75 mila euro in contanti

Associazione a delinquere finalizzata alle truffe, rapine e furti aggravati. Con queste accuse, a vario titolo, i carabinieri della compagnia di Roma centro hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal gip del tribunale di Roma, nei confronti di cinque italiani. Undici, complessivamente, gli indagati nell’inchiesta durata circa 2 anni.

La denuncia, poi le indagini

Le indagini sono partite dalle denunce presentate da parte di due persone, alle quali erano stati sottratti rispettivamente 20 mila euro e 75 mila euro in contanti. L'attività investigativa si è avvalsa anche di intercettazioni telefoniche e ambientali, di servizi di osservazione e pedinamento. Sono stati identificate undici persone e individuate di volta in volta le vittime, consentendo inoltre di recuperare la somma di 30 mila euro in contanti restituendola ai legittimi proprietari. Cinque le persone arrestate e un’altra è stata denunciata nella flagranza del reato di truffa.

Episodi

Tra i vari episodi, c'è quello avvenuto il 20 aprile 2018 a piazza Esedra, all’interno della Basilica S. Maria degli Angeli e dei Martiri, dove, dopo diversi appuntamenti, le persone finite nel mirino delle indagini si sono fatte consegnare 15 mila euro in contanti, corrispondente al pagamento di una fidejussione per un prestito di euro 500 mila che sarebbe stato elargito dalla sedicente Eurozone S.a. (società che fittiziamente asserivano essere riconducibile al Vaticano), facendo poi attendere, con una scusa, le vittime all’interno della basilica e tentando di dileguarsi uscendo dall’uscita posteriore. Qui però i truffatori sono stati fermati dai militari della stazione di Roma San Lorenzo in Lucina, che avevano assistito alla scena camuffati da sacerdoti.

L'accusa

Al termine dell’attività di indagine, i soggetti sono stati ritenuti responsabili di venti truffe consumate o tentate, con un danno totale pari a 1 milione e 630 mila euro (di cui 160 mila venivano suddivisi tra i vari sodali), di una rapina consumata per un importo di 3 mila euro e di un furto con strappo per un importo di 75 mila euro. I cinque, rintracciati a Roma e Provincia, sono stati sottoposti alle misure cautelari, uno agli arresti domiciliari e quattro all’obbligo di presentazione in caserma, a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

Il modus operandi degli indagati

Si presentavano falsamente come intermediari della Santa Sede o di una inesistente finanziaria Lussemburghese Eurozone s.a., offrendo cospicui finanziamenti a condizioni particolarmente vantaggiose senza la richiesta di garanzie patrimoniali personali; dopo numerosi incontri, che solitamente avvenivano, per carpire la buona fede delle parti lese, nei pressi della Santa Sede o all’interno di Istituti religiosi aperti al pubblico, a conclusione dell’accordo, richiedevano ed ottenevano dalle ignare vittime denaro contante per l’intermediazione e come saldo di una fidejussione emessa a garanzia del prestito, consegnando falsi contratti. Sparivano quindi nel nulla all’atto dell’incontro finale presso inconsapevoli istituti di credito, chiese o uffici muniti di uscita secondaria, dalla quale si allontanavano dopo essersi fatti consegnare la somma di denaro per il presunto deposito in quell'edificio.

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