Martedì, 28 Settembre 2021
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IL GOVERNO DECIDE

Green pass anche per bar e ristoranti? Carfagna scettica ma apre al resto: “Un incentivo”

Tema che sarà affrontato nei prossimi giorni, con una cabina di regia che potrebbe essere convocata da Mario Draghi a inizio settimana.

Sì a un’estensione dell’uso del green pass, ma non per bar e ristoranti: è la posizione espressa dalla ministra per la Coesione territoriale, Mara Carfagna, in un’intervista a Repubblica. «Io credo che sia lo strumento più adatto ai tempi eccezionali che stiamo vivendo», ha osservato, «è l’opposto di una camicia di forza: nasce a tutela dei cittadini e delle imprese per liberare tutte quelle attività che la pandemia ha vietato o limitato, e per ripristinare l’esercizio dei diritti in sicurezza. Penso ai concerti di piazza, ai festival estivi, ai raduni, alle gare sportive. Tutte cose che si potrebbe tornare a fare senza rischi, incentivando tra l’altro i giovani a vaccinarsi».
Per la ministra «dire no a misure di vigilanza e contenimento significa rischiare una quarta ondata». «L'esperienza dell’estate scorsa dovrebbe averci insegnato qualcosa. Nessuno può permettersi un altro stop and go», ha sottolineato, «io starei attenta a replicare schemi importati dall’estero. Penso che da noi sia difficile utilizzarlo per trasporti pubblici, bar e ristoranti, dove fra l’altro le misure a tutela della salute pubblica sono sempre state rispettate. Mentre sarebbe opportuno per grandi eventi, viaggi aerei o discoteche, dove il pericolo di assembramento è alto».

I dati

L’Italia supera la soglia dei 25 milioni di immunizzati contro il Covid, ossia oltre il 46% della popolazione sopra i 12 anni ha completato il ciclo vaccinale. Per dare ulteriore impulso alla campagna - specie tra i giovani e gli over 60 che mancano all’appello - si fa strada l’ipotesi di un green pass allargato, indispensabile per assistere ad eventi sportivi o culturali, ma anche per viaggiare e - al momento meno probabile - per entrare in bar e ristoranti sul modello francese. Tema che sarà affrontato nei prossimi giorni, con una cabina di regia che potrebbe essere convocata da Mario Draghi a inizio settimana.

Nel frattempo si intensificano i controlli per chi viene da particolari zone, come Malta, con la Sicilia che ha stabilito il tampone obbligatorio per chi viene dalla Valletta, anche alla luce dei nove positivi trovati su un aereo proveniente dall’isola e atterrato a Pescara. Il tema del certificato verde, che divide i partiti di maggioranza, si intreccia con quello dei parametri per assegnare i colori alle Regioni, ora che i contagi in rapida risalita da variante Delta fanno di nuovo parlare di giallo per alcuni territori. Il governo sembra intenzionato ad affrontare le questioni in modo organico, secondo quanto trapela, con una visione pragmatica della situazione, sulla base dei dati reali del contagio. L’intenzione non è certo quella di richiudere tutto, con Matteo Salvini, contrario al modello francese, che dopo aver incontrato il premier ha spiegato: «Le scelte estreme non piacciono né a me né a Draghi. Noi non siamo per gli estremismi».

Cabina di regia a inizio settimana

E una cabina di regia con il premier potrebbe tenersi a inizio della prossima settimana, forse già lunedì, anche alla luce dei dati del monitoraggio di venerdì, che potrebbero portare ad una prima verifica, e delle possibili ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza. Le nuove misure potrebbero entrare in vigore già a metà della prossima settimana. Non escludendo la proroga dello stato di emergenza sanitaria che scade il 31 luglio. Qualche indizio sulle intenzioni dell’esecutivo lo dà il ministro degli Affari regionali e delle Autonomie Mariastella Gelmini. «La variante Delta ci preoccupa e quindi credo che si debba trovare una via italiana all’utilizzo ampio del green pass - dice -. Non inseguiamo modelli stranieri ma certamente il governo valuterà di estendere l’utilizzo ad altri servizi nella logica di incentivare le vaccinazioni». Ma per estendere l’applicazione del Green pass ad altri ambiti rispetto a quelli previsti dal regolamento europeo serve una norma di legge: è questa la posizione che il Garante per la Privacy ha già espresso in passato, nel parere sul dpcm di attuazione della piattaforma per il rilascio della certificazione e in audizione in Parlamento.

Altro punto sul quale il presidente dell’Autorità, Pasquale Stazione, ha richiamato l’attenzione è la titolarità del controllo, che spetta ai pubblici ufficiali. Sui parametri le Regioni sembrano compatte e il presidente della Conferenza dei governatori Massimiliano Fedriga chiede di valutare i ricoveri - che non stanno salendo - e non i contagi, trascinati invece dalla Delta (oggi oltre 2 mila, il doppio di una settimana fa). Sul green pass allargato invece Lazio, Campania, Emilia Romagna e Liguria, tra le altre, sono favorevoli, Lombardia e Veneto contrarie. «Decidiamo insieme come utilizzare al meglio il green pass», dice Fedriga, ricordando che ora si ottiene anche se guariti o con un tampone negativo. Al momento, secondo calcoli di Sky Tg24 su dati del ministero della Salute, avrebbero diritto al green pass all’italiana (15 giorni dopo la prima dose di vaccino) 34 milioni di persone, mentre 24,5 non ne avrebbero. Nella versione europea (15 giorni da vaccinazione completa) gli aventi diritto ad oggi scenderebbero a 19,5 milioni e i non aventi diritto salirebbero a 40 milioni.

Il ministro Speranza è soddisfatto per i 28,4 milioni di green card già scaricate e giudica «un dato robusto» che l’85% del personale della scuola abbia ricevuto almeno una dose. Il problema è che in questo settore, in vista della riapertura a settembre, si oscilla tra la vaccinazione completata in Friuli Venezia Giulia e il 43% di docenti e ausiliari ancora non immunizzati in Sicilia (nell’isola ci sono anche 400 mila over 60 da vaccinare e la media attuale è di 2 mila al giorno). Il fenomeno macroscopico dell’ultimo periodo è che, a fronte di mezzo milione di inoculazioni giornaliere, si fanno nella stragrande maggioranza seconde dosi e sono pochissimi i nuovi vaccinati (ieri 469 mila richiami e 86 mila prime dosi).

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