Mercoledì, 28 Luglio 2021
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Vaccino obbligatorio a scuola: Sicilia prima per personale non vaccinato (43%)

Un disegno di legge per spingere il Governo ad avviare un iter veloce sull'obbligo delle vaccinazioni ai prof, così come successo per i sanitari. La presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l'adolescenza, Licia Ronzulli, chiama in causa il Governo e invoca il coinvolgimento dei ministri, in particolare quello all’Istruzione Patrizio Bianchi, affinché anche il personale scolastico possa ripartire in presenza a settembre.

E chi non avrà completato il ciclo vaccinale, «non potrà essere adibito a mansioni che comportino il rischio di diffusione del contagio». Ma ci sono differenze notevoli tra territori, nelle campagne vaccinale ai prof: a segnalarle è Maddalena Gissi, segretario Cisl scuola, per la quale «si deve partire al più presto, con mezzi e strumenti straordinari». Sicilia (43,2%), Liguria (34,8%), Sardegna (33,3%) e Toscana (17,5%) hanno le percentuali più alte di personale scolastico non vaccinato. Numeri che spingono la senatrice di Forza Italia, che ha presentato il ddl, adn appello: «mi auguro ora che Bianchi e il Governo accelerino l’iter.

Il documento prevede la sospensione dalla mansione in caso di inadempienza e il docente sarebbe sostituito dai tanti insegnanti non di ruolo che fanno supplenze». La proposta registrerebbe nel Governo il favore del Pd e di Forza Italia, ma non della Lega, contraria. Più prudenti gli esponenti del Movimento Cinque Stelle, per i quali l'immunizzazione dei docenti è importante ma dalla forza politica non si è ufficialmente sbilanciata a favore dell’obbligo. Un documento in Parlamento ora c'è e secondo il ddl ciascun Ufficio scolastico regionale, in coordinamento con le Aziende sanitarie territorialmente competenti, dovrà «definire un calendario vaccinale per il personale dipendente che non ha ancora provveduto autonomamente alla prenotazione della somministrazione». In caso di inosservanza dell’obbligo vaccinale, «l'Ufficio scolastico regionale sospende dall’impiego il personale docente e non docente che non può essere adibito a mansioni diverse. In tal caso non è dovuta, per il periodo di sospensione dall’impiego, alcuna retribuzione, né altro compenso o emolumento comunque denominato». Il documento prevede che le misure «si applicano fino all’assolvimento dell’obbligo vaccinale o, in mancanza, fino al completamento del piano nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021».

E Maddalena Gissi, segretario Cisl scuola, segnala anche: "Lo scorso anno ci sono stati 220.000 precari. Sono uomini e donne che hanno lavorato tra gli alunni e molti saranno nuovamente in classe per garantire la copertura delle tante cattedre vacanti. I docenti e gli Ata a tempo determinato devono essere inseriti nel programma del generale Figliuolo da subito. Sono giovani e saranno il futuro della nostra scuola». «Sarebbe opportuno - aggiunge - pensare che anche coloro che devono affrontare un concorso, dovrebbero essere vaccinati . Dobbiamo prevenire i problemi con molta lungimiranza. La scuola in presenza è l’obiettivo comune , dobbiamo crederci tutti».

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