Domenica, 17 Ottobre 2021
stampa
Dimensione testo

Cronaca

Home Cronaca Coronavirus, oggi Cdm sul nuovo decreto. Cambiano i criteri sui colori. La Sicilia in "salvo"
L'ATTESA

Coronavirus, oggi Cdm sul nuovo decreto. Cambiano i criteri sui colori. La Sicilia in "salvo"

La cabina di regia del premier Mario Draghi con i capi delegazione sul nuovo decreto legge Covid è stata convocata alle 15 mentre alle 16 è previsto l’incontro tra le Regioni e il governo sul nuovo decreto legge Covid con la partecipazione del ministro per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini e i presidenti di regione e alle 17 è stato convocato il Consiglio dei ministri sul nuovo decreto legge Covid. Il presidente del Consiglio, al termine della riunione, terrà una conferenza stampa presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio. Interverranno, a quanto rende noto Palazzo Chigi, i ministri Roberto Speranza e Marta Cartabia. In questa riunione, con mola probabilità, si dovrebbero iniziare a decidere le eventuali nuove regole per la chiusura delle regioni a seguito dell'aumento dei contagi. Le modifiche per i cambi di colore potrebbero consentire già dal prossimo venerdì a quattro regioni di non passare in zona gialla. Si tratta di Sardegna, Sicilia, Lazio e Veneto, tutte sopra la soglia dei 50 nuovi casi settimanali che, con le regole attualmente in vigore, potrebbero passare a "zona gialla" dove vige obbligo di mascherina anche all’aperto. Con le regole al vaglio della cabina di regia al contrario potrebbero rimanere bianche in quanto il criterio del passaggio dalle diverse zone non sarebbe solo il numero dei contagi ma ma anche il tasso di ospedalizzazione che in queste regioni è molto basso. In questo momento solo la Sicilia è più a rischio delle altre, perché ha registrato nelle ultime ore un aumento dei pazienti nei reparti Covid e in terapia intensiva sopra la media nazionale.

Pareri discordanti

«Affidare un peso eccessivo agli indicatori ospedalieri per "colorare" le Regioni concretizza un "rischio non calcolato"». Mentre «il Green pass può giocare un ruolo cruciale» ma nell’immediato il suo utilizzo impone il "superamento di alcuni ostacoli» e comunque sarebbe difficile applicarlo per ristoranti e bar. Questa la posizione della Fondazione Gimbe su due nodi caldi all’ordine del giorno del dibattito politico e del confronto tra Governo e Regioni. Per quanto riguarda l’attesa modifica dei parametri per la colorazione delle regioni che dovrebbe dare più peso alle ospedalizzazioni e meno ai contagi, spiega il presidente Gimbe Nino Cartabellotta, è collegata a tre problemi: «innanzitutto fa perdere di vista il monitoraggio della circolazione del virus, la cui diffusione ha comunque un impatto ospedaliero proporzionale». Inoltre «è un indicatore meno tempestivo in quanto la curva delle ospedalizzazioni segue con ritardo quella dei nuovi casi». Questo fa sì che «l'introduzione di eventuali provvedimenti restrittivi sarebbe tardiva e produrrebbe un miglioramento solo dopo settimane». Pertanto, «se Governo e Regioni intendono abbandonare il parametro dei contagi servirebbe prevedere soglie molto basse per gli indicatori ospedalieri per rimanere in zona bianca». Quanto al Green Pass per la Fondazione Gimbe è «uno strumento efficace nel limitare la circolazione del virus e permette il rilancio in sicurezza di alcuni settori, prevenendo il rischio di un ritorno a restrizioni». Nel breve termine l’utilizzo si «scontra però con alcuni ostacoli che devono essere rimossi», come l’attuale indisponibilità di vaccini che discrimina chi è in attesa della vaccinazione, la mancata gratuità dei tamponi in diverse Regioni; la necessità di risorse per verificare le certificazioni nei luoghi dove sono richieste. Inoltre, se «può avere un’applicazione immediata per i grandi eventi e mezzi di trasporto a lunga percorrenza», a breve termine «è più complesso» invece il suo utilizzo per ristoranti bar, supermercati e farmacie.

«Noi abbiamo fatto una proposta e su questa discutiamo con il Governo. Non penso debba essere una lotta di forza tra Regioni e Governo, bisogna trovare punto di incontro utile al Paese». Lo ha detto il presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, a margine di un incontro a Trieste. «Stiamo lavorando in modo costruttivo con il Governo - ha aggiunto - ci stiamo sentendo regolarmente. Questo pomeriggio avremo un altro incontro e vediamo che punto di caduta riusciamo a trovare per dare risposte al Paese in questo momento».

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook