Lunedì, 20 Settembre 2021
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La variante Delta "conquista" l'Europa. Sotto osservazione i ricoveri in Sicilia e Calabria

La Sicilia è al 4% di occupazione delle terapie intensive, la Calabria al 3%, ed entrambe fanno registrare un tasso di occupazione delle aree non critiche al 6%

La variante Delta continua ad accrescere la sua presenza in Italia, spingendo verso l’alto la curva del contagio. Il totale dei nuovi positivi registrati negli ultimi sette giorni è aumentato del 96% rispetto a quelli registrati nei sette giorni precedenti. L’aumento arriva al 239% se si considerano i totali degli ultimi 14 giorni rispetto al totale dei 14 precedenti.

Sicilia e Calabria corrono più veloce

Ci sono alcune Regioni dove il contagio corre più veloce che in altre, come in Sicilia, Lazio, Sardegna, Toscana e Calabria, dove si registrano tassi di positività decisamente più alti rispetto ad altre regioni. Queste potrebbero essere le regioni a sperimentare il nuovo cambio di colore, anche se nei nuovi parametri il livello delle ospedalizzazioni ha un peso maggiore. Se l’incidenza dei casi dovesse superare i 50 casi ogni 100mila abitanti ma terapie intensive e aree mediche non critiche restassero occupate per meno del 10% e 15% allora non scatterebbe il passaggio in zona gialla. E in questo momento sia Sicilia che Calabria sono al di sotto delle soglie.

Zona gialla? Contano le ospedalizzazioni

Al momento infatti, a un deciso aumento dei casi non è corrisposto un proporzionale aumento generale delle ospedalizzazioni e dei decessi. Il tasso di occupazione nazionale dei pazienti Covid nelle terapie intensive e nelle aree mediche non critiche è stabile al 2%, come da inizio luglio. A livello regionale però i valori crescono in alcune zone più che in altre, come in Sicilia e Calabria, le regioni con il tasso di occupazione più elevato: la Sicilia è al 4% di occupazione delle terapie intensive, la Calabria al 3%, ed entrambe fanno registrare un tasso di occupazione delle aree non critiche al 6%.

I decessi diminuiscono

In totale, ieri sono stati notificati 5.140 nuovi positivi, a fronte di 5 decessi. Anche il numero dei decessi non è aumentato, anzi è in diminuzione: negli ultimi 7 giorni il totale dei decessi è diminuito del 18,7% rispetto al totale dei 7 giorni precedenti. La presenza della variante Delta è cresciuta: come segnalato dall’Istituto superiore di sanità negli ultimi 45 giorni la Delta è stata responsabile del 46% dei casi sequenziati, superando per la prima volta la variante Alpha (identificata per la prima volta in Inghilterra) ora presente al 35%.

In Europa domina la Delta

Anche a livello europeo, il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie e l'Organizzazione mondiale della sanità hanno certificato che la variante Delta è dominante. In 19 paesi su 28 è dominante e in media costituisce il 68,3% dei nuovi casi sequenziati, confermando la previsione che la verrà prevalente nel mondo entro agosto. Il Regno Unito, primo paese del continente ad essere travolto dalla variante Delta, pare abbia raggiunto il picco dei contagi. Per la prima volta da fine maggio i nuovi casi sono in flessione: il totale dei nuovi positivi degli ultimi 7 giorni è diminuito del 4% rispetto al totale registrato nei 7 giorni precedenti. La media giornaliera attuale degli ultimi 7 giorni è di circa 41mila contagi, in lieve flessione rispetto ai 45mila di una settimana fa. La media degli ultimi 7 giorni dei decessi è di 65 in lieve e costante crescita, così come le ospedalizzazioni. Decessi e ospedalizzazioni continuano a mantenersi a livelli relativamente bassi grazie alle vaccinazioni, soprattutto se paragonati con l'ondata di gennaio-febbraio.

Negli Usa più ricoveri e morti

Anche negli Stati Uniti i casi continuano ad aumentare sospinti dalla variante Delta. Tutti gli stati stanno segnalando una crescita significativa dei casi, soprattutto dove la copertura vaccinale è minore. Crescono anche i ricoveri e i decessi, ma a tassi di gran lunga inferiori ai casi. I casi degli ultimi 14 giorni sono aumentati del 172% rispetto ai 14 giorni precedenti, a una media di circa 51mila casi al giorno, a fronte di 267 decessi.

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