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ESPLOSIONE

Crolla palazzina a Torino: morto il bambino di 4 anni, 4 i feriti FOTO

Una donna è stata estratta viva. Prima di lei, un uomo rintracciato e trasportato in gravi condizioni in ospedale, mentre non è certo il numero delle persone ancora intrappolate

Non ce l'ha fatta il bambino di 4 anni rimasto sotto le macerie della palazzina di due piani crollata a Torino. Sono terminate le operazioni di ricerca e il bilancio finale è di una vittima, appunto il bambino di 4 anni, e quattro feriti, due dei quali gravi.  Si tratta di un 22enne operato al Cto per un trauma cranico, che si aggiunge a una frattura del bacino, la prognosi è riservata. Molto grave anche un altro 22enne, che dormiva nel palazzo, che ha riportato ustioni di secondo e terzo grado sul 50% del corpo.

I vigili del fuoco stanno cercando, inoltre, un cane che potrebbe essere rimasto coinvolto nel crollo. Proseguono le operazioni di bonifica e messa in sicurezza dell’area, con il Nucleo investigativo antincendio che sta procedendo con sopralluoghi e rilievi per le attività d’indagine. Al momento l’ipotesi più accreditata è che il crollo possa essere stato causato dall’esplosione di una bombola a gas.

Il crollo si è verificato, poco dopo le 9, in strada Bramafame al civico 42, nei pressi dell’Allianz Stadium, alla periferia di Torino.

L’edificio - secondo quanto riferito dai vigili del fuoco - è crollato a causa di un’esplosione, che ha completamente divelto il tetto dell’edificio.  Sul posto hanno operato Squadre usar (Urban search and rescue) e squadre cinofile. Inoltre il nucleo Nbcr dei vigili del fuoco ha controllato eventuali fughe di gas.

L'edificio si trova in una zona abbastanza degradata della città, vicino a strada dell’aeroporto, che collega corso Grosseto alla tangenziale. Qui si trova un campo nomadi, qui spesso vengono bruciate auto rubate. Una terra di nessuno, dove vivono immigrati clandestini, e non, in condizioni di fortuna. Proprio questo degrado spiega la tragedia. L’area non è infatti raggiunta dalla rete di distribuzione del metano, e per scaldare l’acqua si utilizzano le bombole a gpl. Proprio il funzionamento difettoso di un impianto di questo tipo dovrebbe essere la causa della tragedia. Indagano la polizia e i nuclei specializzati dei vigili del fuoco, che per ora non si sbilanciano, anche se fin da subito ai soccorritori è apparso chiaro cosa fosse accaduto.
Continueranno fino a domani i rilievi scientifici per definire con esattezza cosa sia successo, a cominciare dall’individuazione del luogo e dell’unità abitativa in cui si trovava la bombola esplosa. Fondamentali saranno i racconti dei feriti, non appena sarà possibile raccogliere la loro testimonianza, al termine di queste prime decisive ore di degenza ospedaliera.

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