Giovedì, 02 Dicembre 2021
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L'INDAGINE

Rende, il giudice Petrini e l'avvocato Manna accusati di corruzione in atti giudiziari

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Firmato e fatto notificare l'avviso di conclusione delle indagini preliminari
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Petrini e Manna

Indagini chiuse: corruzione in atti giudiziari. È questal'accusa contestata dal pm di Salerno Francesca Fittipaldi al giudice (sospeso) Marco Petrini, già presidente della Corte di assise di appello di Catanzaro e all'avvocato Marcello Manna, già presidente della Camera penale di Cosenza e attuale sindaco di Rende. Il magistrato inquirente ha firmato e fatto notificare l'avviso di conclusione delle indagini preliminari contestando a Petrini (difeso dall'avvocato Francesco Calderara) di aver ricevuto da Manna (difeso dagli avvocati Armando Veneto e Paolo Carbone) 5000 euro al fine di decretare l'assoluzione, in secondo grado di giudizio, del boss di Rende, Francesco Patitucci, dalla imputazione di concorso nell'omicidio di Luca Bruni, reggente dell'omonimo clan di Cosenza, assassinato nel gennaio del 2012 alla periferia di Rende. In primo grado Patitucci era stato condannato a 30 anni di reclusione. Il presunto accordo corruttivo contemplava pure - secondo la procura di Salerno -  l'intervento dell'avvocato Manna presso Giuseppe Citrigno, nel 2019 presidente della Film Commission Calabria, al fine di favorire l'erogazione di un contributo in favore del regista Mario Vitale, parente della ex moglie del magistrato oggi sott'inchiesta. «Contributo» a parere dei togati campani «effettivamente erogato». Originariamente era pure indagato per gli stessi fatto l'avvocato cosentino Luigi Gullo, la cui posizione è stata stralciata in vista evidentemente di una archiviazione. Marco Petrini aveva confermato in sede di incidente probatorio celebrato nell'ottobre del 2020 di aver ricevuto denaro dall'avvocato Manna. Quest'ultimo ha sempre respinto ogni accusa ponendo in rilievo la contraddittorietà delle dichiarazioni rilasciate da Petrini. Agli atti d'inchiesta è allegato un filmato girato dalla Guardia di finanza nel quale si vede il penalista cosentino dare una cartella al giudice. Sul contenuto della cartella le dichiarazioni rese dai due indagati sono discordi e inconciliabili.

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