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CORONAVIRUS

Dall'introduzione dell'obbligo del Green Pass +46% prime dosi e +57% di tamponi

L’obbligo di Green Pass fa la differenza. Lo dimostrano i dati della struttura commissariale che calcola dal 16 settembre al 13 ottobre 559.954 prime dosi in più legate alla certificazione verde. Senza il Green Pass le prime somministrazioni attese erano 1.208.272, con l'approvazione dell’obbligo sono invece diventate 1.768.226, pari a un +46%. Con l’obbligo del certificato verde ha preso il volo anche la domanda di tamponi: in un mese, la richiesta di test è aumentata del 57%. E proprio in queste ore le istituzioni sono al lavoro sul riconoscimento ai fini del Green pass dei vaccini non autorizzati nell’Ue, come quello cinese e russo, "credo ci sarà un’evoluzione favorevole. E’ in corso di valutazione e penso sarà valutata con favore l’idea di una reciprocità tra Stati, che è importante, anche in un’ottica di politica estera e non solo vaccinale», ha detto all’ANSA il dg dell’Aifa Nicola Magrini. Intanto negli ultimi giorni i lavoratori non vaccinati, 4 milioni circa secondo alcune stime, si sono riversati nelle farmacie che segnalano l’overbooking in diverse Regioni.

Ma proprio le farmacie scendono in campo diventando il luogo dove gli indecisi cambiano idea, passando da una richiesta di test e informazioni alla vaccinazione. Sul sito del governo si può vedere che nel solo giorno del 13 ottobre sono stati emessi 563.186 Green pass, la maggior parte dei quali (369.415) in seguito ad un tampone. Complessivamente sono stati scaricati dagli italiani più di 98 milioni di certificati. La Fondazione Gimbe dal canto suo nel monitoraggio settimanale mette in guardia dal "rischio imminente di caos" proprio per l’elevato numero di analisi legato al pass verde. Con la progressiva estensione del green pass, spiega il presidente Nino Cartabellotta, «la media settimanale è passata da 113 mila del 6 agosto a 178 mila il 7 settembre, per poi stabilizzarsi tra 175mila e 185mila. Questo documenta l'esistenza di una fascia di popolazione non intenzionata a vaccinarsi». Per Cartabellotta l’attuale sistema «non potrà garantire, almeno nel breve termine, un’adeguata offerta».

Lancia l’allerta anche l’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica di Roma Altems, secondo cui un aumento di ben 5 volte dei tamponi giornalieri necessari, per un costo complessivo di oltre 21 milioni di euro al giorno, sarà l’effetto derivato dall’obbligo. Nel mentre le farmacie stanno registrando una forte richiesta di terze dosi dalle fasce di popolazione che ne hanno diritto. Lo riferisce Federfarma nazionale sottolineando "l'entusiasmo" delle persone avanti con l’età che per il richiamo possono andare alla farmacia vicino casa e ricevere l’inoculazione da persone che conoscono. Quattro sono le regioni dove tra mercoledì e venerdì scorso sono iniziate le somministrazioni in farmacia: Lazio, Liguria, Marche e Veneto. Il vaccino consegnato dalle Regioni è il Pfizer.

"Le persone sono ben felici di fare questo immunizzante, anche nei casi in cui in precedenza ne abbiano fatto un altro. Non hanno paura dell’eterologa perchè è diffusa l'idea che si tratti di un vaccino che dà un’alta protezione dal Covid», racconta Alfredo Procaccini, vice presidente di Federfarma. In parallelo con gli 80enni, stanno cominciando a prenotare il secondo richiamo in farmacia anche i 60enni. Di meno i fragili, perché spesso sono direttamente le strutture dove sono in cura a chiamarli per la somministrazione. Ma in farmacia non si va solo per test e vaccini, numerose sono le richieste di informazione: aumentano a vista d’occhio le badanti o lavoratori vaccinati con Sputnik o quello cinese che chiedono come comportarsi ai fini del Green Pass ed in molti casi prenotano i tamponi. Ad Amsterdam intanto l’Agenzia europea dei medicinali ha avviato una revisione continua del trattamento Evusheld, una combinazione di due anticorpi monoclonali sviluppata da AstraZeneca per la prevenzione del Covid negli adulti. La decisione «si basa sui risultati preliminari di studi clinici, che suggeriscono che il medicinale può aiutare a proteggere dalla malattia», ha reso noto Ema.

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