Giovedì, 09 Dicembre 2021
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IL DRAMMA

E' una strage: altri due operai morti sul lavoro. Uno era siciliano

Ancora strage sul lavoro. Da giorni una triste e ormai insostenibile ricorrenza quotidiana nonostante gli incessanti appelli alla necessità di garantire la sicurezza. Oggi altri due operai hanno perso la vita, un 37enne travolto a Lanciano (Chieti) dal terreno franato nel cantiere di un gasdotto e un 47enne nel magazzino di un’azienda a Santa Croce sull'Arno (Pisa). E altri due operai sono rimasti feriti, uno in modo grave, cadendo da circa quattro metri in una centrale termica a Turbigo, nel Milanese. Una strage di operai evocata oggi anche dal palco di piazza San Giovanni a Roma. «Quando c'è un incidente sul lavoro, è un attentato alla democrazia», ha detto il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, dal palco.

«Ripartiamo dal lavoro» e «raggiungiamo l’obiettivo di zero morti», aggiunge. E quando ci sono incidenti sul lavoro, «quelle aziende devono essere fuori dagli appalti pubblici», chiede Bombardieri. E l’incidente di Lanciano ha avuto come teatro uno dei cantieri per la realizzazione del metanodotto Larino-Chieti, nel tratto Marcianese-Torre Marino. Ivan Rosalia era originario di Agira, in provincia di Enna; aveva appena concluso un sopralluogo in un canale per la posa dei tubi, profondo oltre 4 metri, ed era risalito insieme a un collega, poi vi è sceso di nuovo, sembra per recuperare una mola. E’ stato in quel momento che una parete dello scavo ha ceduto, probabilmente a causa del terreno appesantito dalle abbondanti piogge dei giorni scorsi. Inutili i soccorsi. Sono arrivati anche Polizia, Vigili del Fuoco e personale dell’ispettorato del lavoro della Asl. La Procura di Lanciano, che ha aperto un’inchiesta, non ha disposto l’autopsia e ha restituito la salma alla famiglia. «Apprendo della terribile notizia mentre sono a Roma per la grande manifestazione a difesa del ruolo e della funzione costituzionale che svolgono i sindacati - ha dichiarato il sindaco di Lanciano, Mario Pupillo - È inaccettabile che nel 2021 si muoia sul posto di lavoro, lo è ancora di più in una giornata come questa, dove bisogna urlare con ancora più voce che il diritto al lavoro non esiste senza diritto e dovere della sicurezza sul lavoro. Alla famiglia del giovane operaio esprimo le più sentite condoglianze e profonda vicinanza a nome mio e della Città di Lanciano».

Ancora da ricostruire la dinamica dell’infortunio di Santa Croce sull'Arno, dove sono intervenuti 118, Carabinieri e tecnici della medicina del lavoro. Abitava a Santa Maria a Monte, un paese vicino, l’operaio 47enne morto nell’azienda di materiali edili, ferita anche un’altra persona. Secondo le prime informazioni l’uomo stava manovrando un cingolato speciale; sembra che durante la retromarcia ci sia stato un urto con un pilastro del capannone industriale che gli è caduto addosso senza lasciargli scampo. «È una strage ed è sempre peggio: così non va bene per niente. Alla famiglia di questo lavoratore va un abbraccio commosso» sono le parole di Giulia Deidda, sindaco di Santa Croce sull'Arno. Sono precipitati da circa quattro metri i due operai, 42 e 49 anni, rimasti feriti in una centrale termica a Turbigo. Secondo quanto finora ricostruito, il 49enne, con traumi al cranio, al volto e a un braccio, è in gravi condizioni all’ospedale Niguarda di Milano. Il collega, ferito a una spalla e a un braccio, è ricoverato a Varese. Sul posto sono intervenuti due elicotteri dell’elisoccorso, ambulanze, vigili del fuoco, carabinieri e personale dell’Agenzia Tutela Salute (Ats).

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