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Nuova legge in Cina: meno compiti e solo 3 ore a settimana di videogame per i minori

Nuova legge: videogame online, previste tre ore settimanali massime, dalle 20 alle 21, dal venerdì alla domenica.

Meno compiti e Internet per i minori, più attività ricreative ed esercizio fisico: la Cina inverte la rotta e vara una nuova legge sulla «promozione dell’educazione familiare» per allentare la competitività scolastica portata all’esasperazione negli ultimi anni e le spese folli per la formazione.

Il Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo, il parlamento cinese, ha approvato una normativa che sollecita tra l’altro i genitori a diminuire i pesanti carichi di studio imposti finora ai figli e ad impegnarsi per evitare che, allo stesso tempo, diventino dipendenti dal web. La legge stabilisce che i genitori o i tutori siano responsabili dell’educazione familiare dei minori e che lo Stato, le scuole e la società debbano fornire la guida, il sostegno e i servizi nell’ambito della loro formazione. Mentre ai governi locali viene chiesto di prendere provvedimenti per tagliare i compiti a casa e il tutoraggio extrascolastico. Nell’attuale sistema ultra competitivo cinese già l’ingresso in un asilo di ottimo livello rappresenta il trampolino di lancio per elementari di prestigio e così via: i primi anni di studio sono ritenuti fondamentali dalle famiglie cinesi e, in base a quanto spiegato all’Ansa da operatori del settore, la preparazione può costare 4-5.000 dollari già sotto i 6 anni, tra lezioni di pianoforte, scrittura, recitazione o addirittura salto della fune per dimostrare da subito una maturità fisica convincente e far crescere il proprio punteggio ai test di ammissione.

Ora la nuova legge vieta ai genitori di imporre un eccessivo carico didattico ai figli, chiarendo la necessità di organizzare in modo appropriato il tempo da dedicare allo studio e quello invece per il riposo, le attività ricreative e l’esercizio fisico. Già in estate il governo aveva varato una stretta contro la dipendenza da videogame online, approvando una rigida regolamentazione che prevede tre ore settimanali massime, dalle 20 alle 21, dal venerdì alla domenica, motivando la svolta con la crescente incidenza di miopia, privazione del sonno e scarsa forma fisica riscontrata in bambini e adolescenti, a partire dall’obesità. A luglio poi furono emanate una serie di linee guida che esortavano le scuole a ricalibrare i compiti a casa, migliorare l’insegnamento in classe e sviluppare i servizi dopo le lezioni per soddisfare le richieste individuali degli studenti attraverso l’orario prolungato. Parte del riordino deciso nei mesi scorsi, anche la revisioni dei libri di testo con l’eliminazione di «influenze esterne».

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