Martedì, 07 Febbraio 2023
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Coronavirus, mascherine e smart working: cosa cambia dall'1 maggio - LA GUIDA

Mascherine e smart working: si apre una fase nuova nei luoghi di lavoro. Dopo due anni di pandemia e di utilizzo serrato delle protezioni delle vie respiratorie, dall’1 maggio cade infatti l’obbligo d’impiego di tali dispositivi, tranne alcune eccezioni, ma nei luoghi di lavoro del settore privato saranno i protocolli aziendali a dettare la linea mentre negli uffici pubblici la Ffp2 resta raccomandata per il personale a contatto con il pubblico e negli spazi comuni. E nuove regole arrivano anche per lo smart working. Un cambio di rotta mentre si conferma stabile il trend dell’epidemia di Covid-19 in Italia.

Mascherine

Per quanto riguarda le mascherine, il ministero della Pubblica amministrazione, con una circolare emanata ieri, ha chiarito che dall’1 maggio l’uso delle FFP2 negli uffici pubblici «è raccomandato, in particolare, per il personale a contatto con il pubblico sprovvisto di idonee barriere protettive, per chi è in fila a mensa o in altri spazi comuni, per chi condivide la stanza con personale fragile, negli ascensori e nei casi in cui gli spazi non possano escludere affollamenti». Il dicastero ha invitato le amministrazioni a dare indicazioni tempestive sul loro uso, pur decadendone l’obbligo. Diversa la situazione nel privato: alla luce del nuovo quadro cruciale sarà l’incontro con le parti sociali in programma per il 4 maggio, dove si valuterà un aggiornamento dell’ultimo Protocollo sulle misure per il contrasto del Covid nei luoghi di lavoro del 6 aprile 2021, che prevede l’obbligo di mascherina. Si deciderà, in sostanza, se mantenere tale protocollo oppure rimodularlo. Ad ogni modo, almeno fino alla data dell’incontro, il Protocollo resta vigente e di conseguenza resta l’obbligo delle mascherine. Al momento, pare prevalere un atteggiamento di cautela, con Cisl e Uil che invitano a non abbassare la guardia mantenendo le protezioni nei luoghi di lavoro e la Confesercenti che consiglia alle aziende associate di continuare a fare usare la mascherina ai dipendenti. Anche Confcommercio, in attesa delle decisioni del 4 maggio, ritiene comunque «indispensabile» il mantenimento della mascherina per i lavoratori almeno fino al 15 giugno. La Federazione Moda plaude allo stop delle mascherine per i clienti, mentre l’Anica giudica penalizzante la proroga dell’obbligo nei cinema. L’approccio di cautela è ribadito dal ministro della Salute Roberto Speranza, che sottolinea la necessità di «insistere con le vaccinazioni e con l’uso della mascherina in tutte le occasioni in cui si rischia il contagio».

Smart working

Altro fronte è quello dello smart working. È prorogato fino al 31 agosto, anche in assenza degli accordi individuali, per i lavoratori del settore privato. Proroga fino al 30 giugno, invece, per i lavoratori fragili pubblici e privati e per i genitori di figli con fragilità.
Intanto, i numeri dell’epidemia si mantengono stabili, con indici in lieve calo. Il bollettino del ministero della Salute indica che sono 58.861 i nuovi contagi nelle ultime 24 ore (avant’ieri 69.204). Le vittime sono 133 rispetto alle 131 di giovedì, e sono 371 i ricoverati in Terapia intensiva, 11 in meno. I ricoverati nei reparti ordinari tornano ancora sotto quota 10mila: sono 9.942 (-134). Un trend confermato dall’ultimo monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute, che rileva una lieve diminuzione dell’indice Rt (a 0,93), ma registra un leggero aumento dell’incidenza dei casi (699 su 100mila abitanti). Diminuisce pure il tasso nazionale di occupazione delle Intensive (al 3,8%) e dei reparti (al 15,6%). La situazione epidemiologica è dunque «stabile», afferma il direttore Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza, ma data «l’elevata velocità di circolazione del virus, è bene continuare la campagna vaccinale con i richiami e mantenere comportamenti prudenti, con l’uso delle mascherine nei luoghi chiusi, affollati e ovunque ci sia rischio di contagio». Rinnova l’invito alla cautela anche il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Bruferro, sottolineando che i casi sono «in netta decrescita nella fascia 0-9 anni, mentre sono in crescita nella fascia 70-79 anni e tra gli over-80». In aumento poi le reinfezioni, per effetto della variante Omicron dominante.
Infine, è stata isolata e genotipizzata presso il laboratorio di Microbiologia dell’ospedale San Gerardo di Monza, la variante BA.4, la nuova sottovariante di Omicron al vaglio dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Green pass

Con il 1° maggio andrà definitivamente in archivio il Green Pass, con l’unica eccezione per l’ingresso nelle Rsa (almeno fino al 31 dicembre). Il certificato verde non sarà più obbligatorio, anche se i virologi invitano comunque a completare il ciclo vaccinale.
Vaccini Resta in vigore fino al 15 giugno l’obbligo di vaccinazione per gli over 50, forze dell’ordine e comparto scuola (sanzione prevista di 100 euro). Ai visitatori delle Rsa e agli operatori sanitari continuerà ad essere richiesto fino al 31 dicembre il ciclo di vaccinazione primario più l’effettuazione di un tampone oppure la vaccinazione con tre dosi.

Scuola

Resta l’obbligo di mascherine, anche solo chirurgiche, fino alla fine dell’anno scolastico, «fatta eccezione per i bambini sino a sei anni di età, per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso dei predetti dispositivi e per lo svolgimento delle attività sportive».

Viaggi

Decade il Passenger Locator Form, il modulo utilizzato dalle autorità sanitarie per i viaggi, per chiunque voglia entrare o partire per l’estero. Prorogate al 31 maggio le disposizioni per gli arrivi dai Paesi esteri, che prevedono il Green pass o un tampone rapido.

Tempo libero

Addio alle mascherine negli stadi ma non nei palazzetti. Restano obbligatorie fino al 15 giugno in cinema, teatri, locali di intrattenimento e musica dal vivo. Via la mascherina anche in negozi e centri commerciali ma anche in tutte le manifestazioni all’aperto.

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