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Appalti truccati a Polignano a Mare: si dimette il sindaco Domenico Vitto

Il primo cittadino era agli arresti domiciliari da aprile. La decisione per “escludere ogni possibile interferenza con indagini e campagna elettorale in corso”
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Il sindaco Domenico Vitto

Si è dimesso il sindaco di Polignano a Mare, Domenico Vitto, sospeso dal 21 aprile dopo essere finito agli arresti domiciliari per presunti appalti truccati nel Comune turistico in provincia di Bari. La decisione, secondo i difensori, è stata fatta per “escludere ogni possibile interferenza con indagini e campagna elettorale in corso”. Gli avvocati hanno depositato anche istanza di revoca degli arresti domiciliari al gip, ritenendo cessate le esigenze cautelari alla luce delle dimissioni.

“Il sindaco – spiegano – che ha respinto tutte le accuse nel corso dell’interrogatorio di garanzia e chiesto il riesame dell’ordinanza cautelare (l’udienza è fissata per lunedì ), ha rassegnato le dimissioni al precipuo scopo di escludere ogni possibile interferenza con le indagini e la campagna elettorale in corso”. In attesa di poter “dimostrare l’estraneità di Vitto a qualsiasi illecito”, i difensori hanno depositato anche istanza di revoca degli arresti domiciliari al gip, ritenendo cessate le esigenze cautelari alla luce delle dimissioni.

Si è celebrata oggi, invece, l’udienza al Riesame per l’ex vicesindaco di Polignano Salvatore Colella (dimessosi subito dopo l’arresto), assistito dall’avvocato Mario Malcangi, e si attende la decisione dei giudici sulla richiesta di revoca della misura cautelare. Per un altro degli arrestati, il dirigente comunale Nicola Cicala, difeso da Claudio Petrone, il gip ha disposto la sostituzione degli arresti domiciliari con l’obbligo di dimora a Bari. Nell’ambito della stessa inchiesta della Guardia di Finanza, coordinata dal pm Michele Ruggiero, uno degli imprenditori interdetti, Vito Dentico, ha chiesto il patteggiamento a 1 anno e 6 mesi di reclusione.

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