Mercoledì, 18 Maggio 2022
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I DATI

Calo della natalità: "In trent'anni 5 milioni di italiani in meno". Come se sparissero Veneto o Sicilia

Arrestare il crollo delle nascite per garantire un futuro sostenibile e di sviluppo al Paese, soprattutto ai giovani. In questo senso vanno gli appelli del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e di Papa Francesco reiterati anche alla seconda edizione degli Stati Generali della Natalità. Del resto le proiezioni dell’Istat sono chiare: se non si inverterà la rotta nel 2050 ci saranno 5 milioni di italiani in meno, tra i quali 2 milioni di giovani. E' come se in meno di 30 anni scomparissero tutti gli abitanti del Veneto o della Sicilia. In più soltanto il 52% della popolazione sarebbe in età da lavoro visto che il 16% avrebbe sotto i 20 anni ed il 32% sarebbero pensionati. E le nascite passerebbero dalle attuali 399 mila annue a 298 mila ben lontano dall’obiettivo minimo delle 500 mila per un corretto equilibrio demografico.

Un quadro allarmante quello della natalità che fa dire al presidente Mattarella come questo sia «uno degli aspetti più preoccupanti delle dinamiche sociali contemporanee», mentre Papa Francesco la definisce «una vera e propria emergenza sociale" che «impoverisce il futuro di tutti». Il presidente della Repubblica chiede di «tutelare la famiglia» e di conseguenza la maternità, l’infanzia e la gioventù. Non tralascia le donne che "devono affrontare ancora oggi troppi impedimenti e difficoltà per raggiungere una piena parità» e suggerisce che un «apporto essenziale» può venire dalla conciliazione dei tempi di cura della famiglia e dei tempi di lavoro» perchè «non può esservi opposizione tra impegno professionale, attività lavorativa e scelta di maternità».

Per papa Francesco «le famiglie senza figli» sono «la nuova povertà» che lo spaventa e non vedere il problema della denatalità è «un atteggiamento miope». Il promotore degli Stati Generali Gigi De Palo nonostante tutto esorta: «Si può fare» (titolo dell’appuntamento) ad invertire la tendenza e a raggiungere i 500 mila nati a patto "tutto il sistema Paese se ne farà carico». De Palo suggerisce di dedicare risorse del Pnrr al tema e dotare l’Italia di un commissario per la natalità, come già avviene in Europa, indicando la ministra alla Famiglia ma «con un portafoglio» e "poteri straordinari». L’obiettivo dei 500 mila nati, per il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo, stando alle tendenze si può raggiungere nell’arco di 40/50 anni, «ma il vero sforzo è arrivare a questo risultato in dieci anni» perchè la politica, a suo parere, ora è più consapevole «anche nell’azione».

Azione confermata dal ministro all’istruzione Patrizio Bianchi che ci ha tenuto a sottolineare: «Si può fare e lo stiamo facendo» di lavorare per la ripresa demografica ricordando i quasi 5 miliardi investiti per la scuola. «Stiamo facendo quello che ha detto il nostro Presidente - ha puntualizzato Bianchi - stiamo creando le occasioni per poter lavorare, avere una propria vita, dove ci deve essere la scelta di poter essere genitori» e «per me avere dei nipoti». Concretezza che ha rivendicato anche la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti citando l’assegno unico e l’entrata in vigore del Family Act che «porterà effetti sul medio e lungo termine» sulla ripresa delle nascite e definendolo "la prima riforma integrata delle politiche familiari che decide di investire nelle famiglie ed aprire una prospettiva di futuro».

La questione della natalità per il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti «deve entrare a far parte di quella che è la stagione dei grandi investimenti pubblici europei. Altrimenti alla fine di un ciclo di investimenti, noi avremo un Paese simile o peggiore di quello precedente al Covid». Per il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri per la Capitale ci deve essere «un grande patto tra pubblico e privato» per quella che ha definito la città dei 15 minuti proprio per conciliare la vita e il lavoro. L’allarme c'è ma qualcosa si muove.

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