Mercoledì, 29 Giugno 2022
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SANITA'

Insufficienza epatica fulminante da "colpo di calore", 57enne salvato con trapianto di fegato

Colpito da insufficienza epatica fulminante da "colpo di calore", un uomo di 57 anni è stato salvato con un trapianto di fegato. E’ accaduto all’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino. Si tratta del primo caso del genere.
Sicilia, Cronaca
Immagine di repertorio

Colpito da insufficienza epatica fulminante da "colpo di calore", un uomo di 57 anni è stato salvato con un trapianto di fegato. E’ accaduto all’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino. Si tratta del primo caso del genere. L’uomo, ex atleta corridore, residente nell’astigiano, era stato colto da malore nei pressi di casa sua in un caldo pomeriggio della settimana scorsa. I soccorritori del 118 al loro arrivo l’avevano trovato riverso a terra, privo di sensi, vicino a un rogo di rovi e sterpaglie verosimilmente appiccato da lui stesso. La prima temperatura corporea rilevata sull'uomo era di 41 gradi. Le condizioni cliniche dell’uomo erano critiche, tali da necessitare l’intubazione tracheale sul posto e il trasporto in elisoccorso verso la Rianimazione dell’ospedale di Alessandria. Nelle ore successive, dopo il raffreddamento con ghiaccio sul corpo e infusioni endovenose fredde e l’applicazione di terapie volte a sostenere le funzioni vitali, le condizioni del paziente si erano progressivamente stabilizzate, con iniziali segni di miglioramento. Ma quelle del suo fegato registravano evidente e progressivo peggioramento.

A poco più di 36 ore, l’uomo non si svegliava dal coma e si trovava in uno stato di grave insufficienza epatica acuta. Mauro Bruno e Silvia Martini della Gastro-Epatologia dell’ospedale Molinette di Torino e Renato Romagnoli, direttore del Centro Trapianto Fegato Molinette, sono stati quindi contattati per valutare l’opzione salva-vita di un trapianto epatico. Dopo ulteriori accertamenti testimonianti una compromissione neurologica su base metabolica ancora compatibile con l’esecuzione di un trapianto di fegato, il paziente è stato quindi trasferito in eliambulanza verso la Rianimazione delle Molinette e inserito in lista d’attesa per trapianto di fegato in "super-urgenza nazionale" a circa 48 ore dall’iniziale colpo di calore.

 La Rete Trapianti italiana si è immediatamente attivata e, grazie al Coordinamento del Centro Regionale Trapianti del Piemonte-Valle d’Aosta, diretto da Antonio Amoroso, e del Centro Nazionale Trapianti, dopo pochi minuti è stato individuato un donatore d’organi compatibile, da poco resosi disponibile a Udine. L’èquipe dei chirurghi del Centro Trapianto di Fegato di Torino si è quindi mobilitata, recandosi nell’ospedale friulano per eseguire il prelievo d’organi. Il trapianto epatico, tre giorni dopo il malore del paziente, è stato da Damiano Patrono sotto la supervisone di Romagnoli. L’uomo si trova ancora in terapia intensiva, ma ha già normalizzato i valori della funzione epatica e sta dando significativi, seppur iniziali, segni di risveglio dal coma. «Per la sua estrema rarità -spiega Giovanni La Valle, direttore generale della Città della Salute di Torino - il quadro di severo danno epatico secondario a colpo di calore pone particolari criticità nella sua valutazione e nella sua scelta di trattamento».

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