Domenica, 25 Settembre 2022
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LE INDAGINI

Panettiere ucciso nel Salernitano: recuperato il cadavere. Nei video la furia di moglie e figli

Recuperato in un dirupo il corpo di Ciro Palmieri, il panettiere di Giffoni Valle Piana (Salerno) che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori della procura di Salerno e della procura per i minorenni, sarebbe stato ucciso dalla moglie e da due figli. Proprio gli indagati, all’atto del fermo questa mattina, avevano indicato il luogo in cui avrebbero gettato il cadavere. Impegnati nelle ricerche, da questa mattina, c'erano i vigili del fuoco e i tecnici del Soccorso alpino e speleologico (Cnsas). Sul posto, la squadra del distaccamento vigili del fuoco di Giffoni Valle Piana con il supporto dei reparti speciali speleo alpino fluviali che, in collaborazione con il personale del Cnsas, hanno recuperato la salma dell’uomo che era in un dirupo in località Curticelle di Giffoni Valle Piana, nel Salernitano. Le operazioni sono state coordinate dai carabinieri.

Una furia bestiale

Una furia bestiale. Scene "agghiaccianti", come le definiscono gli inquirenti. Tutto ripreso dalle telecamere dell’impianto di videosorveglianza dell’abitazione di Ciro Palmieri, il panettiere ucciso - secondo l'accusa - dalla moglie e da due figli, di cui uno quindicenne. Secondo quanto reso noto dalle procure ordinaria e per i minorenni di Salerno, l’impianto di videosorveglianza è servito da diverse telecamere interne, ma le riprese del 29 e 30 luglio - quando è avvenuto l’omicidio - erano già sovrascritte. Un consulente tecnico nominato dalla procura è tuttavia riuscito a recuperare le immagini relative ai due giorni e la loro visione, mettono nero su bianco i procuratori Luigi Cannavale e Patrizia Imperato, è risultata «agghiacciante e cruenta». Le riprese hanno infatti riprodotto quanto avvenuto, «sin dalla fase iniziale della lite familiare, sviluppatasi dapprima con l'aggressione di Palmieri da parte della moglie e dei figli anche con l’ausilio di più coltelli e proseguita con l'accoltellamento reiterato della vittima anche quando questi giaceva inerte a terra». Il tutto, «sotto lo sguardo sbigottito e attonito di un altro figlio di undici anni». Ma, scrivono ancora i due procuratori in una nota congiunta, «la vis omicida non cessava neanche dopo il decesso di Palmieri, poiché le immagini hanno ripreso la successiva amputazione di una gamba" dell’uomo, poi infilato in un sacco di plastica «per l'occultamento in un luogo non ancora individuato».

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