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FIRENZE

Rider 26enne morto mentre consegna la cena: si indaga per omicidio stradale

Si manteneva facendo il rider Sebastian Galassi, nato e residente a Firenze, 26 anni, morto a causa di un incidente stradale avvenuto domenica sera poco prima delle 21:30 alla periferia del capoluogo toscano mentre viaggiava sul suo scooter: stava facendo una consegna per conto di Glovo. Studiava però come web designer e come grafico web già si era occupato della Calcio Toscana ssd, società sportiva dilettanti per cui giocava pure a calcio a 5 nella squadra Lions King.

Lo ricorda la stessa società, con il suo responsabile Edoardo Cuda, salutando l’amico «Seb» che «si è spento all’improvviso» e stringendosi attorno alla famiglia. Sulla dinamica dell’incidente sono in corso accertamenti della polizia municipale. In una nota di Palazzo Vecchio si spiega che il 26enne, alla guida del suo scooter Honda Sh, si è scontrato con una Land Rover a Rovezzano, «in via de Nicola all’altezza di via Gobetti, «per ragioni in via da accertamento».

Galassi, è stato portato in codice rosso all’ospedale dove è morto stamani. La procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo indagando il conducente dell’auto e disporrà l’autopsia. Intanto sequestrati i due mezzi e pure una terza macchina, sempre al fine di capire cosa sia accaduto. Da chiarire se e chi possa non aver rispettato un semaforo. In seguito all’incidente i sindacati Filcams-Filt-Nidil Cgil hanno proclamato uno sciopero di 24 ore dei rider fiorentini per il 5 ottobre. Aspettano gli approfondimenti delle indagini ma intanto esprimono «profondo dolore e vicinanza alla famiglia» e "tanta rabbia» per «un’altra morte inaccettabile, in un settore dove la sicurezza sul lavoro è ancora troppo spesso un diritto da conquistare, così come salari dignitosi e diritti tante volte sono una chimera, all’interno di un sistema che spinge alla produttività a discapito delle tutele». Cordoglio viene espresso dal presidente Consiglio regionale della Toscana Antonio Mazzeo: dare più tutele ai rider «è una priorità assoluta e deve esserlo per tutti».

Chiede che intervenga in fretta il nuovo Parlamento per garantire maggiori tutele il governatore toscano Eugenio Giani. Stesse parole del sindaco Dario Nardella che su Fb fa la triste conta dei morti: «È l’ennesimo caduto sul lavoro, ma ciò che fa più rabbia è l’ennesimo rider morto mentre correva per rispettare i tempi di consegna. Come Willy a Livorno, Roman Emiliano sul Terragno, Romulo a Montecatini": «Zero tutele, ritmi insostenibili, pochi diritti. Da anni a Firenze ci battiamo per la dignità di tutti i lavoratori e dei riders in particolare. Lanciati in bici o in moto» per «una corsa per pochi euro», che «costa la vita. Tutto questo è abominevole». Tra i commenti al post di Nardella c'è anche quello di Gabriele Galassi: «Mio cugino era una persona prudente, studente e appunto lavoratore di sera, orfano di madre, un bravissimo ragazzo onesto».

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