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L'AGGRESSIONE

"Schiaffi e calci a un detenuto fragile": arrestati per tortura tre agenti di polizia a Bari

Avrebbero bloccato sul pavimento e colpito con calci e schiaffi un detenuto di 41 anni affetto da una patologia psichiatrica. Alcuni agenti - secondo l'accusa - erano intervenuti nella cella del detenuto dopo che questi aveva dato fuoco al materasso. Le violenze sarebbero avvenute durante il trasporto del 41enne nell’infermeria del carcere. Durante l’attività investigativa per ricostruire l'accaduto sono state acquisite le immagini delle telecamere interne.

Per questo alle prime ore dell’alba personale della Sezione P.G. dei carabinieri della Procura della Repubblica presso Tribunale di Bari, ha arrestato (ai domiciliari) 3 appartenenti al Corpo della Polizia Penitenziaria in servizio presso la casa circondariale di Bari, gravemente indiziati del delitto di tortura in concorso (artt. 110 e 613 bis comma 2, c.p).

In esecuzione della medesima ordinanza è stata altresì eseguita la “sospensione temporanea” dall’ufficio di appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria nei confronti 6 assistenti, a tre dei quali è stato contestato il delitto di “tortura in concorso”.

L’indagine, che vede nel complesso 15 indagati, è stata avviata a seguito di una segnalazione della Direzione e del Comando della Polizia Penitenziaria di Bari riferita ad un evento del 27 aprile scorso quando il personale destinatario delle citate misure, in servizio presso le diverse sezioni del carcere, conseguentemente ad un intervento presso una cella di detenzione, infieriva, con plurime condotte violente dispiegatesi nell’arco temporale di circa quattro minuti, nei confronti di un 41enne detenuto.

In particolare, a seguito di un intervento  nella cella di detenzione del detenuto, il personale della Polizia Penitenziaria, nel trasferire lo stesso presso la medicheria della struttura,  poneva in atto gli atti di violenza consistiti in particolare, da parte di alcuni, nello sferrare calci e schiaffi e, da parte di altri, nel trattenere il detenuto “bloccato” sul pavimento sul quale era riverso, con la partecipazione omissiva di altri agenti che presenziavano agli atti di violenza senza impedirli.

Inoltre non veniva segnalata alcuna lesione sulla persona del detenuto, ricoverato presso l’infermeria della struttura di detenzione immediatamente dopo i plurimi atti di violenza subiti. Nel corso dell’intera indagine è stata costante la collaborazione offerta da parte della Direzione dell’Istituto di pena e del Comando della Polizia Penitenziaria.

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