Domenica, 04 Dicembre 2022
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LO STALLO

Ex Ilva, mozione approvata in Consiglio regionale. Ma non c'è accordo

La Puglia chiede al governo di intervenire con durezza per risolvere la crisi dell'indotto provocato da Acciaierie d'Italia ma maggioranza e opposizione riescono a litigare anche su una mozione presentata da tutti i partiti in Consiglio regionale ma poi approvata con 26 voti (maggioranza di centrosinistra e due della Lega). A provocare la rottura l'assenza del presidente Michele Emiliano al momento del voto, che ha spinto gran parte dell' opposizione a non votare a favore.

La mozione "impegna il presidente della Giunta alla luce dell'incontro convocato" il 17 novembre "a Roma dal ministro Urso, a chiedere al governo l'adozione di tempestivi provvedimenti per il rientro delle 145 imprese nel sistema
dell'indotto ex-Ilva". Inoltre la mozione chiede di "incentivare e rafforzare, con ulteriori iniziative e con certezze
finanziarie, i processi di riconversione tecnologica mirati alla chiusura delle fonti inquinanti dell'ex-Ilva, per garantire la
tutela dell'ambiente, della salute e l'avvio della produzione dell'acciaio pulito". La mozione sull'ex Ilva approvata dal
Consiglio regionale è stata arricchita dall'emendamento presentato dal consigliere del Pd Fabiano Amati che prevede che "la concessione di ogni contributo pubblico a titolo di ricapitalizzazione, o per qualsiasi altro titolo finalizzato ad assicurare le necessità produttive dello stabilimento" (si tratta di circa 3 miliardi, ndr) sia subordinato "al versamento - da parte del socio privato - di una somma corrispondente e proporzionata alla percentuale di capitale detenuto; o, in alternativa, assumere ogni iniziativa normativa, amministrativa o societaria per attribuire al socio pubblico i poteri di gestione della societa' conduttrice dello stabilimento, nelle more della definizione di un nuovo assetto fondato sulla partecipazione maggioritaria o totalitaria di altro socio privato".

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