Mercoledì, 07 Dicembre 2022
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GDF Bari, peculato e falso: un arresto e due provvedimenti di sospensione

Puglia, Cronaca

Dalle prime ore della mattinata odierna, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bari stanno eseguendo - nelle provincie di Bari e Roma - un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali nei confronti di 3 persone (1 agli arresti domiciliari e 2 destinatarie della sospensione dall’esercizio dei pubblici uffici di commissario liquidatore e curatore fallimentare per la durata di un anno), emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale barese, su richiesta della locale Procura della Repubblica.
Con tale provvedimento sono stati riconosciuti gravi indizi di colpevolezza a carico dei predetti soggetti indagati, a vario titolo e in concorso tra loro, per le ipotesi di peculato, falsità ideologica nonché materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sull’identità e su qualità personali proprie o di altri in relazione alla gestione di cooperative in liquidazione coatta amministrativa con sedi a Padova, Roma, Savona, Taranto e Torino.
È altresì in corso il sequestro dei beni nella loro disponibilità per un valore di circa 1 milione di euro, pari all’ammontare complessivo del profitto dei reati, allo stato accertati.
In particolare, le indagini traggono origine da accertamenti antiriciclaggio avviati nei confronti di un professionista barese, all’epoca dei fatti commissario liquidatore di molteplici cooperative. Le Fiamme gialle avrebbero rilevato anomale movimentazioni bancarie disposte dal commissario liquidatore, consistite nell’emissione di diversi assegni circolari - intestati a “me medesimo” - in favore di due cooperative dal medesimo gestite. Tali titoli sarebbero stati, quindi, posti all’incasso dallo stesso con contestuali prelevamenti in contanti al fine di appropriarsi di denaro - nella sua disponibilità per ragioni d’ufficio - costituente patrimonio delle predette cooperative.
Le indagini avrebbero, tuttavia, permesso di accertare che il reale dominus della gestione delle cooperative sarebbe stato un commercialista di origine calabrese, che avrebbe assunto e consolidato nel tempo l’incarico di commissario liquidatore “di fatto” delle suddette cooperative.

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