Giovedì, 08 Dicembre 2022
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Ex Ilva, sciopero di 24 ore a Taranto: portinerie presidiate

E’ cominciato questa mattina alle 7 lo sciopero di 24 ore nello stabilimento di Taranto di Acciaierie d’Italia, ex Ilva. Terminerà domattina alla stessa ora.

Il presidio delle portinerie della fabbrica è invece scattato intorno alle 4. Tra delegati sindacali e lavoratori, molti i presenti, prima dell’alba, all’esterno dei cancelli per sensibilizzare allo sciopero. Consentito nel siderurgico l’ingresso dei dipendenti messi di «comandata» dall’azienda per la sicurezza degli impianti. Lo sciopero è indetto sia da Fim, Fiom e Uilm, che dall’Usb.  Quest’ultimo però si è mosso autonomamente rispetto alle sigle metalmeccaniche di Cgil, Cisl e Uil.

Si protesta contro la situazione di stallo in cui l’azienda è da molti mesi, stretta tra bassa produzione, alcuni impianti fermi, cassa integrazione, molti creditori da pagare e mancanza di liquidità. Si protesta inoltre contro la recente sospensione, decisa da Acciaierie d’Italia, di 145 imprese dell’indotto col rischio di altri 2mila addetti in cassa integrazione.

I sindacati sollecitano il governo ad intervenire. L’ultimo sciopero di 24 ore all’ex Ilva si è svolto lo scorso 6 maggio. Oggi non ci sarà una manifestazione nella città ma solo un corteo che toccherà le portinerie della fabbrica per poi convergere sotto la direzione di stabilimento. In programma anche il blocco del varco merci. Lo sciopero coinvolge i diretti di Acciaierie d’Italia e i lavoratori dell’indotto e anche i cassintegrati dell’amministrazione straordinaria di Ilva.

Il governo ha già tenuto un vertice giovedì scorso con i ministri Adolfo Urso (Imprese) e Marina Calderone (Lavoro). Erano presenti sindacati, Invitalia (partner pubblico di minoranza del privato Mittal in Acciaierie d’Italia), Confindustria e Regioni sedi degli stabilimenti. L’azienda è stata invitata ma non ha partecipato al confronto ministeriale. E la sospensione delle 145 realtà dell’indotto non è stata ritirata malgrado le richieste del governo. Urso ha annunciato il riequilibrio della governance aziendale «in modo che davvero ci sia una risposta rispetto agli impegni presi».

L’esecutivo deve decidere anche sull'impiego di un miliardo di euro che il dl Aiuti Bis ha assegnato all’Ilva affidandone la gestione ad Invitalia. Per il 25 novembre è infine convocata l’assemblea dei soci di Acciaierie d’Italia e il presidente di AdI, Franco Bernabè, ha auspicato che in questa sede possa esserci un chiarimento su come proseguire tra il pubblico Invitalia, che rappresenta lo Stato, e il privato Mittal.

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