Sabato, 28 Gennaio 2023
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IL DATO

Crescono i ricoveri, i casi di Covid-19 sono sottostimati del 50%

Gli esperti lanciano l'allerta a non travestire il Covid-19 da influenza, confondendo i sintomi e trattandola in modo non adeguato dal punto di vista farmacologico

Aumentano i ricoveri Covid sia nei reparti sia nelle terapie intensive, con i casi sottostimati del 50%, e cresce l’attenzione per l’influenza il cui picco dovrebbe essere nelle feste di Natale. Mentre gli esperti lanciano l'allerta a non travestire il Covid-19 da influenza, confondendo i sintomi e trattandola in modo non adeguato dal punto di vista farmacologico. Con il rischio che le prossime festività natalizie vedano non solo un picco di casi di influenza, ma anche, come si teme negli Usa, di una nuova ondata di Covid.

Secondo il monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe relativo al periodo 25 novembre-1 dicembre, rispetto ai 7 giorni precedenti, sono saliti i ricoveri nei reparti (+11,1%) e quelli nelle terapie intensive (+28%), e si osserva anche un aumento dei decessi pari al 9,5%. I nuovi casi sono sostanzialmente stabili ma la circolazione virale è sottostimata almeno del 50%. "Il numero dei nuovi casi settimanali non è più un indicatore affidabile della circolazione virale, sottostimata almeno del 50%», rileva il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta. Il numero dei positivi non è affidabile, aggiunge, «sia per l'utilizzo diffuso di tamponi 'fai da tè, sia per il mancato testing di persone asintomatiche o paucisintomatiche».

«Gli ingressi giornalieri in terapia intensiva - rileva invece il direttore operativo della Fondazione Gimbe, Marco Mosti - aumentano con una media mobile a 7 giorni di 40 ingressi al giorno rispetto ai 30 della settimana precedente». Nello stesso periodo si osserva anche un aumento dei decessi da 580 a 635, ossia 55 in più, 14 dei quali riferiti a periodi precedenti. raggiungendo numeri che non si registravano da metà agosto. Sul fronte vaccinazioni anti Covid-19, sempre secondo il report Gimbe, sono ancora in calo in Italia, sia nella prima dose (-1,3%) sia nella terza e la quarta (che al momento ha una copertura del 26,9%), mentre sulla quinta non si hanno ancora dati ufficiali; le persone non vaccinate nel nostro Paese sono 6,7 milioni.

Attenzione a non travestire il Covid-19 da influenza, confondendo i sintomi e trattandolo in modo non adeguato, spiega il virologo Francesco Broccolo, dell’Università di Milano Bicocca. «Le due condizioni devono essere distinte, ma stiamo invece assistendo ad un unico trattamento teso a ridurre la febbre e spesso all’utilizzo del tutto inappropriato di antibiotici, errato sia per Covid che per influenza», osserva l’esperto. «E' grave - aggiunge - che non si gestiscano più i casi di Covid. Fare la diagnosi differenziata è molto difficile perché i sintomi di Covid e influenza sono simili, ma non si fa nemmeno il test. Basterebbe invece fare un test antigenico rapido per diversificare i casi e i relativi trattamenti». Va considerato, infatti, ha detto ancora il virologo, che stanno avanzando nuove varianti, come BQ.1 e BQ.1.1, e al momento è probabile avere più casi di Covid-19 che di influenza».

Secondo Fabrizio Pregliasco, virologo e professore all’Università Statale di Milano, il picco dell’influenza sarà «nel periodo natalizio quando si arriverà a 150mila casi giornalieri, per un totale stagionale di 10 milioni di casi a Capodanno. Farà dei morti, come sempre, il range delle persone che vengono a mancare per l’influenza vanno dai 5mila ai 20mila». E negli Usa si registra un forte aumento dei ricoveri per covid durante l’ultima settimana. Si tratta della crescita più elevata da molti mesi: 35.000 pazienti hanno dovuto ricorrere a cure ospedalieri per gravi sintomatologie del Sars-cov2. Questi si aggiungono all’ondata di ricoveri per influenza e virus respiratori che stanno già colpendo l’Unione da più di un mese: nella settimana successiva alla festa del Ringraziamento, 20.000 americani sono finiti in ospedale per complicazioni influenzali. Gli esperti temono una nuova ondata di covid tra fine dicembre e gennaio, favorità dalle festività, dai party in famiglia e con amici

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