Domenica, 29 Gennaio 2023
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IL CASO

Senato imbrattato, liberi i tre attivisti del blitz. Palazzo Madama sarà parte civile

Il Senato non si blinda, ma è pronto a chiedere i danni agli ambientalisti che hanno lanciato vernice sulla facciata di Palazzo Madama. E’ la risposta della seconda carica dello Stato, Ignazio La Russa che a 24 ore dal blitz dice no a «pene esemplari o reati specifici» ma sceglie la costituzione in parte civile nel procedimento contro i responsabili «per chiedere il ristoro dei danni materiali e morali».

Cinque in tutto - del gruppo Ultima generazione, protagonista da tempo di blocchi stradali e incursioni nei musei per denunciare l’emergenza clima - di cui tre arrestati ieri e rilasciati oggi. Accusati di danneggiamento aggravato, nei loro confronti il pm aveva chiesto l’obbligo di dimora. Il processo comincerà il 12 maggio. E non mancano le polemiche. A partire dal Consiglio di presidenza del Senato, convocato ad hoc nel pomeriggio e che "partorisce" la decisione della costituzione in parte civile non all’unanimità. Resta scettico il M5s (con la vicepresidente del Senato, Mariolina Castellone presente alla riunione) che condanna il gesto ma teme strumentalizzazioni e soprattutto il rischio che, chiedendo anche i danni all’immagine dell’istituzione, la portata del processo si amplifichi oscurando il valore dimostrativo dell’azione pro clima. A sostenere la causa, rivendicando il gesto, è stato uno dei tre arrestati. Nell’udienza di convalida ha raccontato: «Dopo aver visto il disastro della Marmolada ho paura per il nostro futuro e ho aderito a Ultima generazione perché propone un cambiamento, in particolare di fermare le emissioni di gas e puntare sulle energie rinnovabili».

Inflessibilità e nessun alibi per il vicepremier Matteo Salvini, che anzi rivendica la stretta applicata ai vandalismi che risale agli anni della sua esperienza al Viminale. «Grazie a una modifica del codice penale introdotta dai decreti sicurezza bis - sottolinea il leader leghista - quei vandali rischiano una pena che va da uno a cinque anni di reclusione». E va giù duro: "E' un atto criminale e va trattato come tale». Reazioni eccessive secondo Nicola Fratoianni: «Può non piacere la vernice sulla facciata del Senato, lo comprendo. Ma la violenza verbale e giustizialista con cui la politica sta rispondendo a queste forme di protesta, non pare proporzionata», denuncia il segretario di Sinistra italiana. Sminuisce il valore del blitz La Russa, convinto che «non aiuta la causa ambientale. Anzi, va nella direzione opposta» e associa il gesto a «puro teppismo». Perciò rigetta «modifiche normative, aggravamenti di pena o reati specifici», insiste sul diritto a chiedere i danni (la facciata è stata pressoché ripulita in 24 ore) e chiede a magistrati e forze dell’ordine più consapevolezza dell’importanza dei palazzi istituzionali. Da qui l'altra proposta di incaricare il collegio dei questori di valutare ulteriori misure di sicurezza. La prossima settimana i tre questori si riuniranno e, sulla base della relazione sullo stato attuale di controlli e presidi nella zona del Senato, decideranno come proteggersi meglio da altri blitz. Probabilmente piazza Madama non verrà transennata, né si chiuderanno le strade attorno. Ma si valuterà la possibilità di non consentire più il passaggio dei pedoni davanti al portone principale, lasciando quell'area più protetta.

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