Venerdì, 16 Novembre 2018
67 ANNI

E' morto il regista
Claudio Caligari

Ci sono artisti che, anche grazie ad una sola opera, entrano di diritto nella storia della loro arte. Ci sono registi che diventano "di culto" per la coerenza asciutta e perfino autolesionista al proprio lavoro. Ci sono uomini che si fanno amare anche per la loro scelta dolorosa di vivere abbracciati al tema della sconfitta. Claudio Caligari, nato ad Arona il 7 febbraio 1948 e scomparso oggi improvvisamente, nonostante combattesse da anni con una feroce malattia, faceva parte di questa categoria. Per gli appassionati di cinema è il regista di 'Amore tossico' che nel 1983 folgorò la platea della mostra del cinema di Venezia e vinse da Outsider il Premio De Sica. Per chi ama un cinema italiano colto nei riferimenti ma capace di parlare alle emozioni e allo stomaco è l'autore di uno dei più crudi e raffinati noir italiani di sempre, ovvero 'L'odore delle notte', che nel 1998 gli fece incontrare Valerio Mastandrea rimasto fino all'ultimo suo "angelo custode". Da pochi giorni Claudio Caligari aveva ultimato il montaggio del suo nuovo film 'Non essere cattivo' per il quale Mastandrea si è battuto da leone per raccogliere finanziamenti e credito per poter coronare il sogno di un amico e di un artista arrivando in tempo all'appuntamento della prossima Mostra di Venezia, a Settembre. All'apparenza non c'è molto altro nella filmografia di Caligari che il tunnel della droga percorse da osservatore, testimone, vittima. Lo aveva affrontato già nel 1976 con gli speciali televisivi del programma di inchiesta 'Droga, che fare?' e vi era ritornato con l'incompiuto documentario 'Anni rapaci' nel 2005 legando il tema della tossicodipendenza a quello dell'emarginazione, della miseria, della perdita di utopie per un'intera generazione. Sono i caratteri forti, questi, del cinema di Claudio Caligari, che aveva in Pasolini e Melville i suoi punti di riferimento. Faceva un cinema aspro, apparentemente "sporco" ma ricco di cultura cinefila e a questa passione, diventata lavoro, ha dedicato una vita in silenzio, fiero del suo essere uno sconfitto capace di intercettare le paure e le speranze di tutti gli sconfitti della Storia.

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