Mercoledì, 08 Febbraio 2023
stampa
Dimensione testo

Cultura

Home Cultura Ecco i Motorhead 40 anni dopo
"BAD MAGIC"

Ecco i Motorhead
40 anni dopo

Oggi come quarant'anni fa i Motorhead sono una potenza con cui bisogna fare i conti: lo storico trio inglese lo dimostra con 'Bad Magic', 22esimo album della loro storia in uscita venerdì 28 agosto. L'album si apre con un urlo di Lemmy in 'Victory or Die', come se alla soglia dei settant'anni l'icona del rock volesse da subito mettere in chiaro che il suo pensionamento è ancora lontano. Poco più di un anno fa i Motorhead si trovavano costretti a cancellare il loro tour europeo per l'aggravarsi dei problemi di salute del frontman e anima del gruppo, e dopo lunghi anni di amore per il whiskey Lemmy Kilmister aveva dovuto rinunciare alle abitudini che l'avevano reso una leggenda del rock, simbolo vivente di un'era ormai lontana e consegnata al mito. Ma il cambio di regime non ha minacciato la voce di Lemmy che, se da qualche tempo ormai non ha più tutta la sua leggendaria potenza, in compenso si mostra più versatile che mai nei nuovi 13 brani di 'Bad Magic'. Lo si nota soprattutto in 'Till the end', lenta e introspettiva ballata che riprende un filone meno noto dei Motorhead, sulla scia di 'One More Fucking Time' del 2000 o 'I Ain't No Nice Guy' del 1992. Ma Lemmy si dimostra in forma anche in un brano più pesante come 'Choking On Your Screams', traccia oscura caratterizzata da un canto baritonale quasi inedito. Lemmy insomma sembra in forma, ma il disco è tutt'altro che l'opera di un uomo solo: se il suono di 'Bad Magic' è pieno e corposo, e le canzoni hanno immediatezza e freschezza, lo si deve soprattutto a un approccio diretto e 'live' cercato in studio dai Motorhead con il produttore Cameron Webb, un ritorno alle origini che sa di omaggio nell'anno del quarantesimo anniversario del trio. In questo senso ha pagato la scelta del gruppo di scrivere e registrare insieme i brani durante le sessioni dello scorso inverno agli NRG Studios, una prassi che Lemmy non aveva ancora messo in atto negli ultimi vent'anni, da quando cioè la formazione conta al suo interno Phil Campbell e Mikkey Dee. Un vero sforzo comune insomma che restituisce al pubblico un disco che, dopo il più blues 'Aftershock' (2013), sembra riportare la band al suo classico suono ibridato. Pezzi come 'Fire Storm Hotel', 'Shoot Out All of Your Lights' e 'The Devil' (che ospita anche un assolo di Brian May) non sfigurerebbero in album classici come 'Overkill' o 'Iron Fist', mentre il singolo 'Electricity' e 'Teach Them How To Bleed' riescono meglio di tutti a ripetere la magia di iniettare nel più classico rock'n'roll la carica del punk. E per dimostrare questa semplice equazione musicale i Motorhead, da sempre maestri delle cover, sigillano il disco con una personale interpretazione di 'Sympathy For The Devil' dei Rolling Stones. Carichi di un'energia ritrovata, i Motorhead sono già tornati in scena per presentare dal vivo i nuovi brani: dopo le date estive in America, il gruppo tornerà infatti in Europa con un lungo tour che partirà da Parigi il 15 novembre per toccare l'Italia a febbraio dove suoneranno a Milano (11/2, Alcatraz) e Trento (20/2, Palasport) accompagnati dai Saxon e dalle Girlschool.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook