Martedì, 11 Dicembre 2018
L'INTERVISTA

I Dire Straits e la loro... eredità targata Italia
 

di
dire straits, Sicilia, Cultura
foto pixbay

Come Sliding Doors. «Ci stanno quelle occasioni che ti capitano, apri la porta giusta e ti trovi a vivere nel sogno della tua vita». La porta era quella del negozio di strumenti musicali di Rudy Pensa, il liutaio di fiducia di Mark Knopfler a New York. Il sogno di una vita, quello di un fan che si fonde coi suoi stessi idoli. Sensazione “strana”, quella che avrà provato Marco Caviglia, il romano che un giorno gli dicono «ammazza quanto suoni bene la chitarra» e l’altro era il nuovo baronetto frontman dei Dire Straits formato Legacy. Loro, la line-up storica (Alan Clark, Danny Cummings, Phil Palmer, Trevor Horn, Steve Ferrone, Mel Collins e Jack Sonni special guest), già li conosceva, più che altro avevano amici in comune (l’altra novità italiana è il tastierista Primiano Di Biase). «È vero, non c'è Mark. E ci sono fan che non possono sentire Dire Straits senza Knopfler. Io stesso vorrei che tornasse per un tour d'addio...».

Perderesti il posto...

«Sarei sempre in prima fila ad ogni concerto! Ma non avverrà mai. Neanche ha ritirato il premio alla Rock and Roll All Fame. Quindi lui va rispettato e noi ascoltati».

DSL (Dire Straits Legacy) è un progetto di evoluzione permanente, lontano da cliché come reunion o tribute band. È un “concept show” (prodotto da We4Show)… «Siamo lo spin off, la continuazione… lo strumento per emozionarsi ancora sentendo quelle note già sentite, suonate da chi le ha già suonate...».

Era Legends prima che Legacy...

«Sembrava il termine giusto per la prosecuzione. Potevamo chiamarci Dire Straits (oltre a tutti i nobili scudieri di Mark Knopfler  pure John Illsley, l'altro 50% di proprietà del brand, era con loro), non lo abbiamo fatto per rispetto della storia e per sottolineare che è un altro momento (i DS si sono sciolti ufficialmente nel '95, del 1992 l'ultimo tour). Poi John ha fatto notare che “leggenda” in inglese si riferisce a chi è morto. Messa così ed essendo noi tutti vivi, Legacy ci è parso sapesse di quell'eredità che abbiamo ricevuto e intendiamo condividere».

E come Legacy e basta avete pubblicato l’ultimo disco (il terzo, “3Chord Trick”, il 24 novembre scorso per Forward Msi Italy). Pagata la tassa di successione, investirete su di voi?

«Non c ‘è strategia. Stare in una band con tutti questi nomi rende impensabile non celebrare quella musica. In concerto suoniamo tre brani dell’ultimo album, magari in futuro ne suoneremo quattro o cinque, ma non si sentirà comunque lo stacco. Perché i nostri inediti sono in stile, le anime sono quelle e la musica pure».

Cosa non si può assolutamente tradire di questa eredità?

«Lo spirito guida di quei Dire Straits che tra gli anni '80 e '90 hanno fatto la storia».

C ‘è un link tra la gente e loro: i Dire Straits sono lì. In quel frutto della passione sbocciato nel 2004, più democratico (senza sovraesposizioni knopfleriane) e rilassato. Anche se Alan Clark sostiene che oggi suonano meglio. Anche se i DSLegacy si ri-arrangiano ogni volta con un approccio diverso, in blues, più pop che rock, a piccole sfumature. Gli strumentali estesi, gli assoli virtuosi, i legami tra canzoni, l’essenzialità e il poco teatro, suite lunghe e di grande celebrazione, rock con contaminazioni senza divagazioni né correzioni digitali… sono sempre al loro posto. Tutte le volte che Marco Caviglia &co fanno servizio pubblico per portare l’originale musica dei Dire Straits a chi non l’ha mai sentita dal vivo. Il World Tour è partito a gennaio dal Sud America, passato per l’Europa prima dell'estate, a settembre negli Usa, toccata ad Helsinki e ora ultima parte in Italia. In Sicilia doppia data: Palermo (26 novembre al Golden), sold out, Catania (Teatro Metropolitan, il 27). Quattro anni fa era luglio e una folla di migliaia di persone ha sfidato il sole per aspettarli nella piazza del Sicilia Fashion Village. Ora tornano sulla scaletta che ripercorrerà i Dire Straits in nove album (tre dal vivo) e oltre 120 milioni di copie vendute. Tra set fissi perché se ti chiami così non puoi non suonare “Romeo and Juliet", "Sultans of Swing","Money for Nothing "," Tunnel of Love "," Walk of life ". Le nicchie di “When it comes you you", "You and Your Friend", "On Every Street" (dal primo album "Wild West End"). E l’ispirazione del luogo.

«I fan dei Dire Straits sentiranno tutto quello che devono sentire e di più». Parola di Legacy.

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