Martedì, 11 Dicembre 2018
DIPINTO

Flop a New York per Alberto Burri, opera rimane invenduta all'asta

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Alberto Burri

Flop a New York per Alberto Burri: il «Grande legno e rosso» offerto da Phillips con una stima della vigilia tra 10 e 15 milioni di dollari, non ha trovato un compratore. Con il dipinto della serie Combustioni e Legni del maestro di Città di Castello la casa d’aste aveva corteggiato il record, ma è andata male: dei lotti offerti nella vendita «Capolavori del Novecento» altre nove opere oltre al Burri sono rimasti invenduti e tre ritirati.

Hanno deluso anche un "Gray Painting" del solitamente affidabile Christopher Wool (stima 4-6 milioni) e un Jackson Pollack appartenuto a Nelson Rockefeller con incassi sperati di 18 milioni che era stato scelto per la copertina del catalogo. E poi un Donald Judd, un Dan Flavin, perfino un David Hockney diventato due giorni fa da Christiès l'artista vivente più caro al mondo: tutti senza acquirente. Phillips aveva sperato di costruire sul successo di una vendita di arte contemporanea a Londra lo scorso marzo che aveva portato a 135 milioni di incassi.

New York si è fermata invece a 88,5 milioni, sotto le speranze della vigilia di oltre cento milioni. Premio di consolazione è stato il Joan Mirò che ha aperto la serata: «Femme dans la nuit» del 1945, stimata 12-16 milioni, è svettata a 22,6. Il Ceo Ed Dolman ha attribuito la mancata performance alla saturazione del mercato: «Abbiamo visto miliardi di vendite solo questa settimana a New York. I compratori avevano una grande scelta».

Esposto solo una volta tre anni fa nella retrospettiva del Guggenheim, «Grande Legno e Rosso» è rimasto così nelle mani della stessa famiglia che l’aveva comprato agli inizi degli anni Sessanta dalla Galleria La Tartaruga di Roma dove Burri lo aveva presentato al pubblico nel 1957 con opere di Afro, Capogrossi e Matta. Oltre due metri di larghezza, l’opera evoca l’atmosfera dell’Europa devastata subito dopo il secondo conflitto mondiale. Burri, che si stava affermando tra Roma e New York, rappresentava una sfida sia all’esistenzialismo che all’espressionismo astratto, le due correnti artistiche in voga allora. In «Grande legno e rosso» fu forse la prima volta in cui l'artista, morto nel 1995 a Nizza, usò l’elemento incontrollabile del fuoco, anni prima della famosa serie dei "fire paintings» di Yves Klein, mentre l’uso del materiale anticipa di anni quello che avrebbero fatto gli artisti di Arte Povera.

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