Domenica, 20 Ottobre 2019
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L'INTERVISTA

La siciliana Lidia Schillaci star di “Tale e Quale show”, memorabile l'imitazione di Lady Gaga

di
tale e quale show, Lidia Schillaci, Loretta Goggi, Samantha Cristoforetti, Sicilia, Cultura
Lidia Schillaci

Nella nona edizione “Tale e quale show”, tra le dodici celebrità che ogni venerdì sera su Rai1 si sfidano nelle imitazioni di star della musica, anche la palermitana Lidia Schillaci. Vincitrice della prima puntata con la strepitosa imitazione della Lady Gaga di “Shallow”, brano Premio Oscar dal film “A star is born”, l'artista, che si dice orgogliosamente siciliana («Credo sia nel Dna di noi siciliani il non tirarsi indietro di fronte alle sfide: abitare in una terra martoriata ci ha insegnato a non risparmiarci») ha ottenuto un forte consenso sui social.

Già apprezzata come cantante nella Big Band di Paolo Belli a “Ballando con le stelle”, e seconda classificata ad “Operazione Trionfo” nel 2002, la Schillaci si è fatta conoscere anche negli Usa grazie ad una serie di performance dal vivo su Periscope. Tra i suoi ammiratori una fan illustre, Samantha Cristoforetti, che l'ha voluta a cantare per lei alla manifestazione “Flight Firenze” del 2015.

Da “Ballando con le stelle” a “Tale e quale show”. Come vivi questa nuova avventura, e cosa comporta tecnicamente per un cantante imitare un altro artista?

«È la seconda esperienza televisiva da protagonista, e sono in fibrillazione. Imitare non è come cantare con la propria voce: bisogna avere una tecnica solida, in modo da portare e girare la voce come farebbe un dato cantante. Imitare è anche un lavoro d'attore per entrare ed appropriarsi delle sue movenze e del modo in cui direbbe o farebbe qualcosa. Ma io sono una curiosa, con la voglia di imparare sempre qualcosa di nuovo, e in tal senso “Tale e quale” è un'opportunità grandiosa».

Hai temuto il giudizio della giuria, ad esempio della Goggi?

«Chi non lo temerebbe? Loretta Goggi è un'icona, una donna di riconosciuta competenza. Noi artisti, oltre a gareggiare, stiamo in un certo senso giocando, ma su esibizioni non facili, mettendoci alla prova ogni giorno, costantemente».

Fiorello ti ha scoperta con le tue dirette Periscope. Com'è nato questo incontro, e quanto sono importanti oggi i social per un'artista?

«Il contatto con Fiorello è stato piuttosto singolare. Un giorno lui si è connesso e mi ha recitato la ricetta della pasta con le sarde; ed io gliel'ho cantata. Così mi ha chiesto di andare all' “Edicola” a fare una diretta con lui. Non me lo sono fatto ripetere due volte: son partita subito, arrivando a Roma alle cinque del mattino. Ormai i profili sostituiscono il sito ufficiale e molti artisti ne fanno a meno, perché ogni tipo d'informazione, persino l'acquisto dei biglietti si trova sui social. Credo sia un'opportunità in più per arrivare al pubblico in maniera più diretta, sincera e senza filtri perché gli smartphone sono sempre con noi».

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