Lunedì, 28 Settembre 2020
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Attenzione, però: in hotel non fate il... “Barbieri” della situazione

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quattro hotel, Bruno Barbieri, Sicilia, Cultura
Bruno Barbieri

Il format, indubbiamente, funziona. Quattro hotel, ovvero il programma in onda il martedì su SkyUno, nel quale Bruno Barbieri mette a confronto l’ospitalità e i servizi di strutture alberghiere, infatti, non solo riscuote successo fra il pubblico, ma ha una sua ragione di esistere, quindi, ben venga questa nuova edizione, girata però prima del lockdown e trasmessa solo adesso.

La formula non è cambiata, stessi parametri di giudizio e stesso montepremi, ma quest’anno viene inserita la variante del cliente esigente. Come abbiamo avuto modo di vedere nell’anteprima di presentazione della stagione, infatti, Barbieri provocherà alcuni incidenti per testare i tempi di reazione e i servizi degli albergatori per comprendere come rimedieranno agli imprevisti da lui causati. Seppure ci sembra che questa variante aggiunga quel tanto di frizzantino che mancava ad un programma dai moduli necessariamente ripetitivi, ciò non toglie che non vorremmo scatenasse un perverso effetto emulazione.

Dicevamo, infatti, che la trasmissione ha diverse chance che la rendono gradita. Innanzitutto il fatto che fa conoscere vari hotel italiani, alcuni, come vedremo in questa stagione, particolarmente insoliti. Non c’è dubbio, fra l’altro, che in un momento come quello attuale c’è assoluto bisogno di pubblicizzare l’offerta turistica nazionale e le eccellenze locali, e, in questo ambito, Quattro hotel, a suo proprio, è una trasmissione di servizio. Nello specifico, con la guida di Barbieri, vengono messi in luce alcuni parametri indispensabili per coloro che gestiscono strutture alberghiere. Pulizia, comodità, attenzione al cliente, rapidità nei servizi stanno alla base, ovviamente, di ogni ospitalità, ma, chiaramente, gli standard di qualità crescono in relazione ai prezzi, a ciò che ogni hotel offre, alle peculiarità dei servizi.

Il nostro timore è, quindi, proprio nell’effetto emulazione, ovvero nelle aspettative che clienti normali potrebbero avere anche per alberghi di fascia media, perché un conto è pretendere, ovunque, pulizia, attenzione, comodità, ma altro è richiedere servizi o facilities che non rientrano negli standard della categoria degli alberghi nei quali si alloggia. Da questo punto di vista, speriamo che le prove del “cliente maleducato” non spingano all’imitazione.

Perché vero è che il cliente ha sempre ragione, ma le pretese devono fare i conti con l’educazione e la ragionevolezza.

© Riproduzione riservata

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