Giovedì, 26 Novembre 2020
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“Dpcm” seconda stagione primo episodio, una new entry: la mascherina

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Diciamocelo, se c'è qualcuno che conosce alla perfezione i canoni della sceneggiatura, quello è il nostro premier Giuseppe(i) Conte. Domenica sera, con la nuova conferenza stampa, seconda stagione del serial “Il Decreto” (battutona, purtroppo, non nostra), ha dimostrato di tenere in pugno il pubblico con tutte le tecniche della drammaturgia. Al di là del prevedibile share, va rilevato lo studio da manuale sulla capacità di tenere la scena e l'attenzione. Una conferenza domenicale che con i vari, annunciati rinvii ha creato una suspence via via crescente.

Già la scorsa primavera di rinvio in rinvio si erano fatte le due di notte, ma ci siamo confortati pensando che «il Governo non lavora col favore delle tenebre», che come citazione letteraria fa il paio con «era una notte buia e tempestosa». Inevitabile pensare che i vari posticipi erano dettati da problematiche insormontabili, con un plus di drammaturgia. Alla fine Conte si è palesato alle 21,30, mentre ciascuno a casa cominciava a programmarsi per la settimana: il messaggio subliminale era chiaro, bisognava far comprendere a tutti come regolarsi per i giorni a venire. Ma questo è il dato tecnico. Il dato tattico è che ha paralizzato tutte le programmazioni, perché in tutte le trasmissioni lo attendevano. Così, in un colpo solo, si è preso il palcoscenico da Giletti, che aveva rinviato l'intervista all'ex presidente dell'Inps e in compenso aveva un parterre di virologi, ha ridimensionato la D'Urso e inevitabilmente compresso Fazio, che, pure, aveva cercato di arrivare per primo alle novità del DPCM, invitando il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca a spoilerare qualche anticipazione. Ma bisogna dire che Conte, oltre al colpo di teatro, sa curare anche i costumi, visto che si è presentato con la mascherina in posizione regolamentare, perché il capo deve dare il buon esempio. E nel suo parlare fra il sicuro e il bonario ha cercato di rassicurare tutti, ma soprattutto nella sua sceneggiatura non ha mancato di sottolineare che ora le mascherine ci sono, contate a una a una, neanche fossero i fagioli di Pronto Raffaella. E anche qui non possiamo non notare la cura del particolare nel copione che rimanda a serenità casalinghe di anni addietro.

Alla fine della conferenza stampa, il tocco scenografico teso a ispirare serietà, compostezza e fiducia istituzionale, con Rocco Casalino, comprimario de “Il Decreto”, che smistava le domande dei giornalisti, insomma, altro che Casa Bianca. Peccato però che, per la situazione complessa e confusa che purtroppo stiamo attraversando, come diceva il grande Eduardo, «Ccà pare Casamicciola».

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