Martedì, 19 Febbraio 2019
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DATI EXCELSIOR

Si cercano camerieri, pizzaioli e centralinisti: ecco tutti i lavori disponibili in Italia

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In Italia si cercano soprattutto pizzaioli

Non soltanto carenza di informatici, ingegneri, fisici e chimici, ma anche mestieri, più umili e meno specializzati, che nessuno vuol fare più. E' questa la fotografia scattata dall'analisi dei dati Excelsior Unioncamere e riportati su Open, il giornale on line di Enrico Mentana.

Il settore della ristorazione è caso principe. Sono oltre 11 mila, infatti, i camerieri di sala richiesti dai ristoranti in Italia, ma ogni 100, almeno 23 non si trovano. Nel solo nel mese di gennaio 2019 sono state in tutto 6.040 le posizioni aperte per un aiuto cuoco e 2.600 per operatrici di mensa. Quasi nessuno ha risposto all'appello.

Si cercano anche venditori. Ci sono ben 4.730 posizioni aperte per venditori rappresentanti e 61 su 100 sono difficili da trovare per le imprese che li cercano. Le aziende cercano anche 4.520 assistenti alla vendita, ma il 38% non riescono ad arruolarlo.

Se i dati si analizzano città per città, ci sono alcuni lavori per i quali sembra veramente impossibile trovare personale.

A Milano ad esempio, su 150 posti per cuoco pizzaiolo, il 97% rimane vacante, si sale al 100% per gli addetti alle pulizie negli edifici, difficili da trovare anche agenti immobiliari, su 140 ricercati è impossibile reperirne la metà, lo stesso vale per i promotori nei centri commerciali e i centralinisti.

La situazione di Milano, però, non è affatto un caso isolato. Spostiamoci a Napoli, ad esempio, dove il tasso di disoccupazione è elevatissimo e in continua crescita. Il Centro per l'Impiego di Napoli Nord segnala 18.840 posizioni aperte tra gennaio e marzo di quest'anno. Anche qui mancano agenti immobiliari (non se ne trovano il 39%) ma anche 170 conducenti di furgoni. Oltre ai soliti aiuto cuoco (160 posti) e camerieri (380 posti).

In questa situazione, sul banco degli imputati ci sono i Centri per l'Impiego, anche se secondo l'Istat, ben l'87,5% dei disoccupati, per cercare un lavoro, non utilizza canali ufficiali, ma familiari e conoscenti forse per una sfiducia generale nell'efficienza dell'ente.

Il risultato? Migliaia di posizioni lavorative disponibili, ma nessuno lo sa. O le vuole.

 

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