Sabato, 19 Ottobre 2019
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LAVORO

Decreto scuola, via libera dal governo al concorso straordinario per i docenti precari

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto sulla scuola, che prevede la stabilizzazione di 24 mila docenti precari attraverso un concorso straordinario e che conferma l’intesa raggiunta dal ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti con i sindacati il primo ottobre. L’approvazione ha raccolto, infatti, il plauso delle organizzazioni sindacali, che parlano di «patti rispettati» anche sul concorso per i Dsga (i direttori dei servizi generali).

Nell’accordo è previsto anche un nuovo concorso ordinario per docenti. Con il Dl, inoltre, viene sancito lo stop delle impronte per i presidi. «Il decreto - ha detto il viceministro all’Istruzione, Anna Ascani - servirà a normalizzare un po' la vita delle nostre scuole. Dal prossimo primo settembre infatti 24 mila insegnanti precari verranno stabilizzati. Per questo serve un concorso straordinario, un intervento in grado di tamponare una situazione di emergenza. Contestualmente - ha confermato Ascani - partirà il concorso ordinario che servirà a mettere in cattedra altri 25 mila insegnanti. Migliorando, non solo la qualità della loro vita, ma anche e soprattutto quella del percorso di studio dei nostri ragazzi e del nostro sistema educativo. Non risolviamo tutti i problemi del precariato nella scuola, lo sappiamo, ma questo è un primo passo importante per cominciare finalmente a voltare pagina».

«Con il decreto Scuola - spiegano le deputate M5s Virginia Villani e Vittoria Casa - manteniamo l’impegno di abolire le verifiche biometriche per i dirigenti scolastici, una misura che abbiamo sempre osteggiato. Per i dirigenti sarà presto bandito un concorso su base regionale, al quale si aggiungerà un bando di concorso per assumere 55 dirigenti tecnici, gli ispettori scolastici, a partire dal 2021». «Siamo soddisfatti perché abbiamo ottenuto il rispetto dell’intesa», ha detto Maddalena Gissi, segretario generale della Cisl Scuola.

«I patti si rispettano - conferma il segretario generale di Uil Scuola, Pino Turi - Riguardo al concorso per i Dsga facenti funzione, che sembravano essere scomparsi dal testo del decreto, diamo atto al ministro di aver risolto un problema che non è tecnico ma politico. Il confronto con il sindacato è il confronto con il mondo reale. Il metodo fin qui seguito consente di procedere dando la concretezza dei provvedimenti e rompe un sistema di egoismi ingiustificati che stanno avvelenando il clima politico e sociale». «Ora - conclude Turi - resta da percorrere un altro pezzo di strada, quella tracciata nella seconda parte dell’accordo. Vanno date certezze alle persone, penso ai docenti che non rientrano nel concorso straordinario. E vanno date prospettive alla scuola, definendo percorsi abilitanti per esercitare la professione docente che abbiano a riferimento anche i nuovi laureati. Oggi possiamo dire che ha vinto la ragione e la scuola può ben sperare».

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