Lunedì, 28 Settembre 2020
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In Sicilia il 2 gennaio partono i saldi, ecco come evitare le fregature

Una famiglia siciliana su due farà acquisti con i saldi invernali 2020, che nell’Isola - prima regione in Italia - prenderanno il via il 2 gennaio. Lo rende noto Federconsumatori, evidenziando che «tra sms, telefonate ed email ai clienti, vendite a saldo e pre-saldi con sconti anche sino al 40%, la verità è che i saldi sono iniziati già da tempo. D’altronde la normativa regionale li ha praticamente liberalizzati: basta solo non pubblicizzarli prima dell’avvio ufficiale».

La proiezione di Federconsumatori Sicilia è che circa il 48% delle famiglie siciliane (cioè circa 961 mila cittadini) farà acquisti a partire dal 2 gennaio e fino alla fine dei saldi. La spesa media per famiglia sarà di circa 208 euro, con un conseguente giro di affari ipotizzato che sfiora i 200 milioni di euro.

Federconsumatori Sicilia, per questo, ha aggiornato il suo decalogo di consigli per affrontare i saldi invernali senza rischiare di essere raggirati. Anche perché, come conferma la diciannovesima indagine Acri-Ipsos sul risparmio degli italiani, la crisi economica è tutt’altro che alle spalle: «Oltre il 20% delle famiglie ha difficoltà ad affrontare una spesa imprevista», spiega il responsabile dell’Osservatorio regionale sul Consumo di Federconsumatori Sicilia, Lillo Vizzini.

Ecco il decalogo.

1) Non fermarsi mai davanti alla prima vetrina, confrontare i prezzi e, in ogni caso, orientarsi verso beni o prodotti che servono veramente.

2) Diffidare dalle vetrine tappezzate dai manifesti (che non consentono di vedere la merce) o che reclamizzano sconti eccessivi, pari o superiori al 60%.

3) I saldi possono non interessare necessariamente tutta la merce del negozio. Quella a saldo, però, deve essere tenuta separata e ben individuabile rispetto a quella a prezzo pieno.

4) Attenzione alla presenza delle etichette: quella di origine permette di risalire al produttore, quella di contenuto garantisce la composizione del prodotto, quella di manutenzione informa sulle modalità di lavaggio per evitare rischi.

5) Occhio al cartellino del prezzo! Su ogni prodotto deve essere indicato, obbligatoriamente ed in modo chiaro e leggibile, il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore in percentuale dello sconto.

6) Non esiste l’obbligo di far provare i capi. Il nostro consiglio è, comunque, quello di diffidare dall’acquisto di capi di abbigliamento che non si possono provare.

7) Da giugno 2014 i commercianti hanno l’obbligo di accettare il pagamento con carte di credito o bancomat tramite POS per cifre superiori a 30 euro.

8) Conservare sempre lo scontrino quale prova di acquisto.

9) Per gli acquisti online è consigliabile acquistare presso siti conosciuti e prestare molta attenzione alle condizioni di vendita.

10) Problemi o “bufale” devono essere subito denunciati ai vigili urbani, all’ufficio comunale per il commercio.

© Riproduzione riservata

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