Venerdì, 30 Ottobre 2020
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DATI ACI

Coronavirus, 2020 annus horribilis per il mercato delle auto: il peggiore da inizio secolo

Quest’anno, a causa della pandemia di Covid-19, il mercato auto toccherà il livello più basso mai registrato da inizio secolo: tra marzo e aprile, il crollo medio è stato dell’80%, con 370 mila prime iscrizioni di veicoli in meno, 300 mila delle quali auto. A maggio non si è registrata una ripresa significativa, anche se, a fine mese, la flessione potrebbe risultare più contenuta, grazie alla ripartenza della produzione di alcuni brand di componenti e concessionari. E’ quanto emerge dai dati dell’Aci riportati nell’Annuario Statistico 2020 e in Autoritratto 2019, stimando che, nel 2020, le prime iscrizioni di veicoli nuovi di fabbrica scenderanno ben al di sotto degli 1,6 milioni rilevati nel 2013.

E’ verosimile, infatti, che saranno in molti a rinviare l’acquisto di un’auto, a causa della pesante crisi economica conseguenza del lockdown. E’ molto probabile, poi, che tra i motivi principali di questo rinvio ci sia l’attesa dell’erogazione di incentivi da parte del Governo, come richiesto a gran voce da tutti gli operatori del settore, per facilitare il rilancio del mercato. Le Regioni più penalizzate saranno quelle del Sud che, già oggi, presentano un indice trasferimenti/prime iscrizioni notevolmente più elevato rispetto alla media nazionale di 1,6 (3,6 acquisti di auto usate per ogni acquisto di auto nuove), e dove le autovetture Euro 0-1-2-3 costituiscono il 44,5% (media Italia 32,5%).

L'Annuario Statistico dell’Aci fotografa anche i costi sostenuti dagli italiani per l’automobile: nel 2019 sono stati spesi 155 miliardi, sostanzialmente in linea con l’anno precedente (+0,3% a prezzi costanti). L’esborso maggiore se ne va nell’acquisto (49 miliardi), poi in carburante (39 miliardi) e manutenzione (26 miliardi). In aumento le voci relative a pneumatici, manutenzione, parcheggi e pedaggi autostradali, in leggera diminuzione quelle relative all’acquisto e ai premi Rca. Anche la componente fiscale dei trasporti, lo scorso anno pari a 65 miliardi, è risultata in linea con il 2018: l’entrata maggiore per l’erario è stata per la vendita dei carburanti (circa 35 miliardi), seguono l’Iva per l’acquisto del veicolo (circa 8,5 miliardi), e la tassa automobilistica (6,7 miliardi).

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