Martedì, 27 Ottobre 2020
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Centri estivi per bambini, costi più alti per le famiglie: rincari del 30%

Costi più alti, in media del 30% in più, per i centri estivi per bambini riaperti da qualche giorno. Numerose famiglie che hanno contattato le varie strutture private cui affidare i propri figli hanno dovuto imbattersi in una amara sorpresa: le tariffe sono sensibilmente più alte rispetto allo scorso anno. Lo denuncia il Codacons, che sta ricevendo le segnalazioni dei consumatori.

«Anche i centri estivi sono stati coinvolti nel fenomeno dei rincari post-lockdown, al pari di parrucchieri, centri estetici, officine e servizi vari - spiega l’associazione - Chi vuole iscrivere il proprio figlio a una struttura privata dovrà mettere in conto aumenti che raggiungono picchi del 400% per alcuni centri del nord Italia. Oggi la tariffa settimanale per un centro estivo privato è tra i 150 e i 200 euro, con un incremento in media del 30% rispetto al 2019. Rincari che sarebbero giustificati e legittimi a fronte di un incremento dei servizi offerti, ma che si scontrano tuttavia con una generalizzata riduzione delle prestazioni e degli orari di apertura dei centri - come segnalato da alcuni consumatori - anche per effetto delle misure di sicurezza legate al Covid. Il rischio concreto è che il bonus da 1.200 euro varato dal Governo per sostenere le famiglie sul fronte dei centri estivi e ricreativi abbia dato il via alle speculazioni, portando a un generalizzato rincaro dei listini». Per tale motivo il Codacons invita le famiglie a segnalare all’associazione gli aumenti delle tariffe per i centri estivi.

La riapertura dei centri estivi ha decretato il ritorno in 'società' dei più piccoli, anticamera del rientro a scuola a settembre, che passa attraverso le regole anti contagi. Dal controllo della temperatura (spesso anche a chi accompagna il bimbo) alla pulizia frequente degli spazi o la mascherina nelle situazioni in cui non si può mantenere la distanza. In un centro a Milano sono richiesti pure amuchina, matite e colori personalizzati, per evitare scambi. Altra conseguenza è il taglio dei posti disponibili, complici le norme da rispettare e le spese in più per le strutture, tra sanificazione e personale.

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