Sabato, 23 Ottobre 2021
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Il crac Evergrande spaventa la Cina: crollo dell'11,61% per interessi non pagati

Manca trasparenza, anche Borsa di Hong Kong torna giù dell’1,30%

Il rimbalzo di Evergrande alla Borsa di Hong Kong (-1,30%) è durato lo spazio di una seduta: il secondo sviluppatore immobiliare cinese, alle prese con una gravissima crisi finaziaria e un fardello di 305 miliardi di dollari di debiti, ha registrato un tonfo dell’11,61% sulla mancanza di informazioni sul pagamento degli interessi da 83,5 milioni di un bond offshore in dollari scaduto giovedì. Onorata, dopo aver «risolto» per via negoziale la questione, la cedola da 35,9 milioni di dollari sul bond domestico in yuan, sempre maturata giovedì, l’incertezza sul rischio default è tornata ad affacciarsi con forza.

La vicenda Evergrande ha fatto riemergere con prepotenza le molteplici fragilità che ancora attraversano la seconda economia più grande al mondo, mentre la domanda cruciale è se quelle fragilità trascineranno al ribasso l’economia. I rischi sono aumentati, non solo di un rallentamento come rimarcato da Fitch (che ha tagliato le stime sul 2021 all’8,1% dall’8,4% precedente), ma anche di una crescita permanente più lenta dato che il settore immobliare nella sua forma aggregata contribuisce al Pil per il 29%. Gli appartamenti costruiti e invenduti potrebbero ospitare almeno 90 milioni di persone, ma una disfatta immobiliare disattiverebbe un motore primario della crescita cinese per almeno due decenni.

Le società immobiliari, tuttavia, si stanno affrettando a dimostrare la loro forza finanziaria. In una raffica di annunci partiti lunedì sera, diverse compagnie di piccole e medie dimensioni hanno reso noto iniezioni di capitale o rimborsi di obbligazioni in circolazione. Guangzhou R&F Properties, che, come Evergrande ha sede nel ricco Guangdong, è stata considerata tra gli sviluppatori più vulnerabili del Paese: Li Sze-lim e Zhang Li, co-fondatori e co-presidenti, hanno accettato di iniettare 1,03 miliardi di dollari nell’azienda nei prossimi due mesi.

Zhongliang Holdings Group, che ha sede a Shanghai, ha annunciato di aver preventivamente versato tutti i fondi necessari per riscattare un’obbligazione offshore da 320,2 milioni di dollari in scadenza domenica. CC Land Holdings, basata a Chongqing, ha riferito che avrebbe riscattato un bond da 250 milioni in scadenza il 21 ottobre, rivelando di aver venduto 300 milioni di bond a 4 anni. Nel 2007, l’allora premier Wen Jiabao definì l’economia "instabile, squilibrata, scoordinata e insostenibile". A un anno anno da un terzo mandato alla guida del Partito comunista, il presidente Xi Jinping rischia un profondo malcontento sociale: il mese scorso ha lanciato un’agenda di politica interna che si concentrerà sulla «prosperità comune».

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