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Giovedì in Cdm le misure contro il caro bollette: taglio Iva e oneri, fondi Ets, scorte

Giovedì arrivano in Consiglio dei ministri le misure contro il caro bollette, che potrebbero essere inserite in un decreto ad hoc. Il governo dovrà scegliere fra varie opzioni: tassazione degli extra-profitti delle società energetiche, taglio dell’Iva e degli oneri di sistema, utilizzo dell’extra-gettito delle accise e dei fondi delle aste Ets, accantonamento di scorte strategiche di gas per le imprese, aumento della produzione nazionale di metano.

Il prezzo del petrolio intanto raggiunge i massimi da 7 anni, e l’Istat calcola che nel 2021 l’inflazione è stata la più alta dal 2021 (+1,9% nell’anno, ma +3,9% a dicembre). Le associazioni dei consumatori prevedono una stangata per le famiglie nel 2022 da 1.200 a 1.400 euro. Confindustria rilancia il grido di dolore delle aziende, ma chiede che il tavolo sul caro bollette, in programma mercoledì al Ministero dello Sviluppo economico sia portato direttamente a Palazzo Chigi. Cinquestelle, Lega e Pd si sono già detti a favore di uno scostamento di bilancio per combattere il caro bollette. Ma giovedì in Consiglio dei ministri, la scelta delle armi non sarà facile. Il Ministero della Transizione ecologica (Mite) le ha raccolte in un documento in dieci punti, che ha presentato durante le feste di Natale a Palazzo Chigi.

Quasi tutte le forze di maggioranza si sono dette favorevoli a tassare gli extra-profitti fatti dalle compagnie energetiche a causa dell’aumento dei prezzi del gas. Lo chiamano «contributo di solidarietà». La volontà politica c'è, bisogna vedere se ci sarà la forza di imporlo. Difficile anche la strada del taglio dell’Iva, sostenuta fra gli altri da Cinquestelle e Lega. Sarebbe molto costoso, e ci vorrebbe tempo. Più facile tagliare gli oneri di sistema che gravano sulle bollette. Fra questi, il contributo allo smantellamento delle centrali nucleari (col Mite oramai deciso a commissariare la Sogin). Giovedì il governo potrebbe decidere anche un aumento della produzione nazionale di gas: dagli attuali 4,5 miliardi di metri cubi all’anno, si potrebbe passare a 8 miliardi, per sostituire le importazioni. In una riunione oggi a Palazzo Chigi, i tecnici del Ministero dell’Sviluppo economico (Mise) hanno esaminato due possibili fonti di finanziamenti per calmierare le bollette: l'extra-gettito dalle accise sui carburanti e i proventi delle aste Ets, il sistema Ue nel quale le aziende comprano diritti ad emettere CO2. Oggi si è parlato anche di costituire scorte strategiche di gas per le aziende, per ripararle dalla volatilità dei prezzi internazionali. Questi ultimi rimangono alti. Il prezzo del petrolio è salito a 86,3 dollari al barile, ai massimi degli ultimi 7 anni. L'Istat ha certificato che l’inflazione del 2021 è stata la più dal 2012: +1,9%, trainata dai prodotti energetici. Ma a dicembre era arrivata a +3,9%. Coldiretti informa che l’anno scorso il prezzo del gasolio agricolo è cresciuto del 50%. E infatti il "carrello della spesa», cioè il paniere di beni di maggior consumo, a dicembre è cresciuto del 2,4%. Il Codacons per il 2022 calcola una stangata per la famiglia tipo di 1.200 euro, l'Unione consumatori arriva a 1.400. Un unico segnale di speranza arriva dal centro studi di Intesa Sanpaolo: prevede quest’anno una diminuzione dei prezzi di gas ed energia. L’appuntamento per ora è Mercoledì al Mise, dove il ministro Giancarlo Giorgetti ha convocato le imprese per discutere di caro-bollette. Ma a Confindustria non basta. Il responsabile Energia, Aurelio Regina, oggi ha ribadito che la sua organizzazione «continua a chiedere con urgenza, e anche con insistenza, l’apertura di un tavolo interministeriale presso Palazzo Chigi».

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