Sabato, 10 Dicembre 2022
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Tonfo delle materie prime con i timori sulla domanda della Cina

Crollano le materie prime sui mercati internazionali mentre l’avanzata del Covid in Cina e la dura risposta della autorità di Pechino preoccupa gli investitori sulla domanda di commodity, in un contesto già reso incerto dalla corsa dei prezzi, dalla stretta monetaria e dalla guerra in Ucraina.

Crollano le materie prime sui mercati internazionali mentre l’avanzata del Covid in Cina e la dura risposta della autorità di Pechino preoccupa gli investitori sulla domanda di commodity, in un contesto già reso incerto dalla corsa dei prezzi, dalla stretta monetaria e dalla guerra in Ucraina. I future sul rame con consegna a maggio crollano sul mercato cinese /Shanghai Future Exchange dell’8,4%, quelli sull'alluminio con consegna a giugno addirittura del 50% mentre quelli sul ferro del 48% al Dalian commodity exchange, un altro mercato di commodity cinese.

Cambi: yuan ai minimi da un anno sul dollaro

Lo yuan cinese è sceso ai minimi da un anno contro il dollaro, estendendo le perdite dopo aver registrato la sua peggiore settimana dal 2015, poichè gli investitori sono preoccupati per il peggioramento delle prospettive di crescita economica a causa delle rigide misure anti Covid e dei lockdown che si stanno estendendo in tutto il Paese. Dopo Shanghai, le autorità di Pechino hanno richiesto a tutti coloro che vivono o lavorano nel distretto di Chaoyang di sottoporsi a tre test Covid questa settimana e hanno già chiuso oltre una dozzina di edifici. Molti esperti ora duditano che la Cina sarà in grado di raggiungere l’obiettivo di crescita di quest’anno di circa il 5,5%.

Verso ulteriori deprezzamenti della valuta cinese

Sia lo yuan onshore che quello offshore hanno superato quota 6,55 per dollaro, toccando i livelli più deboli da aprile 2021, prima di essere scambiati rispettivamente a 6,5412 e 6,5715. Da lunedì scorso lo yuan si è indebolito di circa il 2,6% sul biglietto verde.
«Il forte deprezzamento dello yuan di venerdì potrebbe segnare un punto di svolta per ulteriori deprezzamenti della valuta cinese, il mercato dovrebbe continuare a concentrarsi sui differenziali di rendimento negativi della Cina e sulla debole performance economica a breve termine», ha affermato Li Lin, esperto di mercati asiatici della Mufg Bank, rivedendo al ribasso le sue previsioni sullo yuan a 6,55 dollari entro la fine del secondo trimestre dai 6,45 precedenti. La Banca popolare cinese (Pboc) ha fissato il tasso medio a 6,4909 per dollaro prima dell’apertura del mercato, il livello più debole dall’agosto 2021.

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