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DATI INPS

Pensioni dipendenti pubblici: +1,8% l'aumento dal 1° gennaio 2022 - IL REPORT

Il maggior numero delle prestazioni è concentrato nelle regioni settentrionali con il 40,8% del totale nazionale, seguito dal 36,5% delle prestazioni erogate al Sud, isole comprese. Al Centro il valore minimo, con il 22,4%

Pensioni dipendenti pubblici in vigore al 1° gennaio 2022: +1,8% rispetto al 2021 In aumento anche l’importo complessivo: +3,2%

 

Pensioni vigenti al 1° gennaio 2022

Le pensioni della Gestione Dipendenti Pubblici (GDP) vigenti al 1° gennaio 2022 sono 3.082.954, l’1,8% in più rispetto all’anno precedente (3.029.451 pensioni), per un importo complessivo annuo di 79.203 milioni di euro, il 3,2% in più rispetto al 2021, in cui l’importo risultava di 76.750 milioni di euro.

Il 58,5% delle pensioni sono di anzianità o anticipate, con importo complessivo annuo pari a 51.515,6 milioni di euro; il 14,3% sono pensioni di vecchiaia con importo complessivo annuo di 13.134,1 milioni di euro; le pensioni di inabilità sono il 6,7% e il restante 20,5% è costituito, complessivamente, dalle pensioni erogate ai superstiti di attivo e di pensionato.
Il 59,5% del totale dei trattamenti pensionistici è erogato a donne, contro il 40,5% erogato a uomini. In tutte le categorie di pensione, eccetto la categoria delle pensioni di inabilità, si rileva una maggior presenza di pensionate sui pensionati, con differenziazione massima nelle pensioni ai superstiti in cui le donne rappresentano il 17,1% del totale delle pensioni e gli uomini il 3,4%.

Il maggior numero delle prestazioni è concentrato nelle regioni settentrionali con il 40,8% del totale nazionale, seguito dal 36,5% delle prestazioni erogate al Sud, isole comprese. Al Centro il valore minimo, con il 22,4%.
Il 39,4% della spesa pensionistica complessiva della Gestione Dipendenti Pubblici viene erogata nell’Italia settentrionale, contro il 36,5% dell’Italia meridionale ed isole ed il 23,8% dell’Italia centrale.
Le regioni con il maggior numero di pensioni pubbliche sono la Lombardia e il Lazio rispettivamente con l’11,8% e l’11,3% del totale, seguite dalla Campania (9,3%) e dalla Sicilia (8,4%). Le regioni con il numero minore sono la Valle d’Aosta (0,3%), il Molise (0,7%) e la Basilicata (1,1%).

 

Pensioni liquidate nel 2021

Le pensioni liquidate sono diminuite nel 2021 del 3,9% rispetto all’anno precedente, passando da 179.230 nel 2020 a 172.228 nel 2021; l’importo medio mensile, che nel 2020 era pari a 1.997,71 euro, è di 2.016,79 nel 2021, con un incremento percentuale di circa l’1%.
Analogamente alle pensioni vigenti, nella distribuzione delle pensioni liquidate nel 2021, la categoria delle pensioni di anzianità/anticipate è la più numerosa, con il 54,7% del totale e importo complessivo annuo pari a 2.835,2 milioni di euro (62,8% del totale). Le pensioni ai superstiti rappresentano il 25,5% del totale come numero e il 15,7% come importo. Infine, le pensioni di vecchiaia sono tra il 16,9% come numero e il 18,9% come importo e quelle di inabilità sono di poco superiori al 2% sia nel numero sia nell’importo.
La distribuzione per genere e categoria delle pensioni liquidate ha una composizione analoga a quella delle pensioni vigenti con una prevalenza del genere femminile in tutte le categorie ad eccezione delle inabilità. Inoltre, le pensioni ai superstiti erogate alle donne rappresentano il 19,3% del totale mentre quelle erogate agli uomini soltanto il 6,2%.

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