Martedì, 31 Gennaio 2023
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Il salario minimo in Germania passa da 9,82 euro l'ora a 12 euro. La svolta tedesca

Dal prossimo 1 ottobre il salario minimo legale in Germania salirà a 12 euro l’ora. La decisione è stata presa dal parlamento tedesco. Attualmente il salario minimo è di 9,82 euro. A luglio salirà intanto a 10,45 euro. L'aumento del salario minimo era una delle più importanti promesse del cancelliere Olaf Scholz durante l’ultima campagna elettorale.

La direttiva sul salario minimo è all’ultimo miglio e l’Europa vede all’orizzonte uno dei suoi traguardi sociali più importanti. A poco più di un anno e mezzo dal primo varo del testo da parte della Commissione europea, il via libera politico, d’intesa con il Parlamento Ue e gli Stati membri, è atteso a Strasburgo nella notte tra lunedì e martedì. Con l’Italia - tra gli unici sei Paesi in Ue che ancora non hanno una regolamentazione in materia - spettatrice interessata, stretta tra l’inflazione che corre schiacciando il potere d’acquisto e un nuovo scontro politico nella maggioranza di governo. A mandare un messaggio chiaro a Roma è direttamente l'intestatario della misura, il commissario Ue al Lavoro Nicolas Schmit, che scandisce: il regime non sarà negativo per la creazione dei posti di lavoro e per l’occupazione. Anzi, «è stato dimostrato» il contrario, per esempio dalla Germania, che nei giorni scorsi ha tra l’altro rivisto la soglia minima al rialzo. Ma spetta poi «al governo e alle parti sociali in Italia dover decidere l’importanza di introdurre un salario minimo». Questo perché la direttiva - evidenziano all’unisono le tre istituzioni comunitarie prima di quello che con tutta probabilità sarà l’ultimo round di negoziati, al via lunedì alle 19 a margine della plenaria del Parlamento Ue - non fissa un salario minimo comune per tutti, né tantomeno un obbligo. Punta invece a «a istituire un quadro per fissare salari minimi adeguati ed equi» rispettando le diverse tradizioni di welfare dei Ventisette per garantire «un tenore di vita dignitoso», ridurre le disuguaglianze e mettere un freno ai contratti precari e pirata. L’intenzione è anche di «rafforzare il ruolo delle parti sociali e della contrattazione collettiva», la cui copertura sarà fissata in una soglia compresa tra il 70% e l'80%.

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