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PAROLE FORTI

Euro 2020, Vialli e il discorso da pelle d'oca prima della finale che emoziona l'Italia

Il capo delegazione azzurro protagonista prima della finale con l'Inghilterra. "L'uomo nell'Arena" di Theodore Roosevelt letto agli atleti

E' stato l'uomo simbolo di questa Italia che è risorta dalle ceneri, di un'Italia che non non si arrende mai, che lotta con tenacia gettando il cuore oltre l'ostacolo. Gianluca Vialli ha combattuto la sua battaglia più importante e ha trasmesso valori importanti al gruppo azzurro. Fraterno amico del ct Roberto Mancini, ma soprattutto primo psicologo di un gruppo che andava coccolato, che andava spronato, che andava letto nel pensiero infondendo nello stesso tempo tranquillità e spensieratezza, ma anche quella ferocia agonistica e quegli occhi della tigre che lui ha mostrato in passato da giocatore.

Il suo carisma, la sua personalità, il rito scaramantico di salire per ultimo sull'autobus nei vari spostamenti, rappresentano quel "quid" in più di un'Italia rigenerata.

E che dire, come evidenziato dal documentario "Sogno Azzurro", del discorso che Vialli ha intrapreso prima della finale. Un discorso da brividi letto ai calciatori, rievocando le parole di Theodore Roosevelt ed il discorso del 26° presidente degli Stati Uniti alla Sorbona di Parigi nel 1910. "L'uomo nell'Arena" letto agli atleti prima della partita più importante della loro vita, quella finale vinta appena pochi giorni fa a Wembley contro l'Inghilterra.

Il discorso

"Non è colui che critica a contare, né colui che indica quando gli altri inciampano o che commenta come una certa azione si sarebbe dovuta compiere meglio. L’onore spetta all’uomo nell’arena. L’uomo il cui viso è segnato dalla polvere, dal sudore e dal sangue. L’uomo che lotta con coraggio, che sbaglia ripetutamente, sapendo che non c’è impresa degna di questo nome che sia priva di errori e mancanze. L’uomo che dedica tutto se stesso al raggiungimento di un obiettivo, che sa entusiasmarsi e impegnarsi fino in fondo e che si spende per una causa giusta. L’uomo che, quando le cose vanno bene, conosce finalmente il trionfo delle grandi conquiste e che, quando le cose vanno male, cade sapendo di aver osato. Quest’uomo non avrà mai un posto accanto a quelle anime mediocri che non conoscono né la vittoria, né la sconfitta".

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